È MORTA GINA SARRA, LA “SIGNORA DELLO ZAFFERANO DELL’AQUILA” CHE RESE CELEBRE L’ORO ROSSO DI NAVELLI

NAVELLI – È stata indiscutibilmente la donna che ha lanciato lo zafferano della conca aquilana al grande pubblico, grazie alla nota trasmissione televisiva Portobello condotta da Enzo Tortora. Dopo la sua ospitata, in tempi in cui non c’era ancora l’amplificazione della rete, furono centinaia le persone che arrivarono per visitare Civitaretenga, e tutto l’altipiano di Navelli, per conoscere da vicino l’oro rosso dell’Aquila. Circa quattrocento le lettere che le arrivarono dopo la trasmissione, alle quali rispose a mano, una ad una.

Se ne è andata dopo una lunga e incurabile malattia, Gina Sarra, la “signora dello zafferano” che lascia un segno indelebile nella storia della comunità di Civitaretenga. Di lei rimangono vivo il ricordo, la storia, la forza e la determinazione con le quali ha dedicato una vita intera alla produzione del suo amato zafferano.

“Lo zafferano l’ho sposato”, raccontava nell’ultima intervista a Virtù Quotidiane quando, nella storica cucina del primo agriturismo d’Abruzzo, la Casa Verde di Civitaretenga, crocevia di turisti e raccoglitori della pregiata spezia, spiegava il perché non avesse mai trovato un compagno di vita all’altezza della sua passione.

Con lei se va un pezzo di storia, quella che ha segnato in modo indelebile un’epoca virtuosa per lo zafferano dell’Aquila, una tradizione che ha subito una preoccupante inversione di marcia a causa della mancanza di forza lavoro e delle sofisticazioni industriali introdotte nel mercato. Niente di tutto questo però l’ha mai scoraggiata, anzi, era l’anima di una comunità che invitava sempre a non mollare, ad andare avanti, a preservare e difendere la ricchezza dei bulbi, curati e custoditi come gioielli.

È grazie alla sua determinazione che nella frazione del comune di Navelli, hanno sempre trovato ospitalità raccoglitori volontari, chef, turisti, visitatori, provenienti da ogni parte d’Italia e del mondo.

Insieme a suo fratello, il compianto Silvio Sarra, fondatore della prima cooperativa di produttori di zafferano, nel 1971, se ne va una donna d’altri tempi, passionale, vigorosa, dal temperamento forte, le braccia robuste e le mani sempre all’opera, lo sguardo vispo, sempre pimpante fino all’arrivo della malattia incurabile che l’ha portata via.

Una vita trascorsa al ritmo dei cicli dello zafferano che raccoglieva da quando aveva tre anni “il fiore dell’amore, simbolo di salute, ricchezza e prosperità” diceva orgogliosa. La sua eloquenza era magnetica, la sua dedizione per il territorio infaticabile, ci credeva davvero in quello che faceva, resistente fino all’ultimo.

I funerali domenica alle 14,30 nella chiesa di Sant’Antonio a Civitaretenga.

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