ALL’AQUILA RINASCE LA SCENA SKATE: DENTRO I SEGRETI DELLO SPHINX, DOVE È PADRONA LA STRADA

L’AQUILA – C’è la vita, ci sono i giovani e anche lo sport. Non è una grande città degli States, né un quartiere di Londra, ma semplicemente la prima periferia dell’Aquila. Tuttavia, quando si entra allo Sphinx si respira l’aria metropolitana che solo la strada può darti.

Lo Sphinx è uno spazio all’interno di un capannone nel quartiere artigianale di Pile Basso, tra la stazione ferroviaria e l’area di piazza D’Armi. Dentro c’è un’associazione sportiva che anima uno dei due skatepark indoor d’Abruzzo (l’altro è a Fossacesia, in provincia di Chieti). Ad aprire e fondare lo Sphinx due giovani aquilani, compagni nel lavoro e nella vita: Michael “Kompz” Ianni, 32 anni, e Giulia “MsTangerine” Barnabei, di due primavere più giovane.

Coraggiosi come pochi, hanno preso chiodi e martello e hanno costruito da soli e da zero lo Sphinx skatepark, ben 600 metri quadri con rampe da skate, ma anche un bar per i soci del circolo, il biliardino, le freccette, una sala polifunzionale e un’altra dove nei pomeriggi aquilani puoi persino trovare i genitori a leggere, chiacchierare o navigare sul web, in relax e in attesa che i figli terminino le lezioni di skate. A Sphinx trovi però pure gente con i pattini ai piedi, e a breve verrà aperto uno spazio di registrazione audio e video, curato dal giornalista aquilano Alessandro Tettamanti.

Il cuore è lo skateboarding, l’arte tutta urbana di surfare le strade nata in California negli anni Sessanta. Qui si organizzano corsi per bambini e adulti, dai 6 ai 60 anni, in uno spazio affiliato all’Acsi (l’associazione dei centri sportivi italiani) e con istruttori riconosciuti dal Coni.

Ma è anche un ritrovo e una palestra per chi già sa andare sullo skate e vuole farlo anche d’inverno: “La nostra idea è nata dopo aver visto quanto è affollato d’estate lo skatepark Maurane Fraty (la struttura outdoor donata nell’area di Piazza D’Armi dagli ultras delle curve calcistiche di tutta Italia dopo il terremoto del 2009, ndr). Fondamentalmente vogliamo dare continuità a chi vuole andare sullo skate tutto l’anno”, racconta Michael Ianni a Virtù Quotidiane.

Non è infatti facile trovare skatepark indoor in Italia, soprattutto nel Centro Sud, ma Sphinx ha voluto lanciare la sfida, con l’obiettivo di contribuire a creare una bella scena di skateboarders all’Aquila. Per uno sport – sono ancora in molti a non volerlo chiamare così – sempre più diffuso in Italia e nel mondo, e che da Tokyo 2020 farà pure il suo esordio come disciplina olimpica.

Nel fine settimana spesso arrivano allo Sphinx da ogni parte d’Abruzzo. Per provare un trick – un’evoluzione o una manovra con lo skate – o semplicemente per bere una birra e ascoltare musica.

Esattamente come la leggenda per la quale lo skateboard è nato per far andare sulla tavola i surfisti californiani anche d’inverno, così lo Sphinx nasce per andare in skate anche nei rigidi inverni aquilani. Un lusso che non molte città possono vantare: “Prima del terremoto eravamo davvero in pochissimi ad andare sulla tavola, poi la miccia è stata accesa da un’associazione che ha voluto donare una minirampa allo spazio sociale CaseMatte, e da lì è arrivato lo skatepark di Piazza D’Armi, e poi noi”.

Michael, che non è un gran chiacchierone ma è un maestro con la tavola ai piedi, guarda a terra e in silenzio pensa al prossimo trick: “Sono salito sullo skate a 10 anni per la prima volta – racconta a questo giornale – poi ho capito che la cultura per uno sport è legata strettamente all’esistenza di strutture per praticarlo. Noi vogliamo creare una scena bella e importante all’Aquila”.

La base c’è, perché alcuni ragazzi e ragazze dagli 11 ai 15 anni hanno fatto una squadra, gareggiando in alcuni contest in giro per l’Italia, oltre che skeitando in gruppo per le strade dell’Aquila e di altre città. E, dicono Michael e Giulia, è la prima volta che all’Aquila si crea un team giovanile di un certo livello.

Ma oltre all’aria in faccia per le vie della città, perché si dovrebbe imparare ad andare sullo skate? “È una disciplina per gente testarda – ci dice Michael Ianni – perché bisogna evitare di sbagliare, cercando al tempo stesso figure ed evoluzioni nuove. Un modo bello e divertente di vivere la città, l’unico sport dove non vai in competizione con gli altri del tuo gruppo ma anzi ti fomenti se qualcuno fa un trick migliore del tuo”.

Sphinx è un luogo di aggregazione sociale importante per tanti giovanissimi aquilani, soprattutto per chi non è portato o interessato agli sport di squadra tradizionali, che da queste parti sono principalmente il calcio e il rugby.

Sarà l’aria di periferia che si respira nella zona artigianale di Pile, a pochi passi dalla stazione, dalle due principali strade statali e dal trafficato viale Corrado IV, ma quando si entra in Sphinx ci si astrae un po’ dalla propria condizione identitaria, dalle origini, dal contesto. Per immergersi in un vortice di emozioni e colori accesi, dove l’unica padrona è lei. La strada.

Articoli correlati