CODICE CITRA, FINO A NOVEMBRE “PAESAGGI E PATRIARCHI D’ITALIA” A FICO EATALY BOLOGNA

ORTONA – Presentata ieri, 20 settembre, presso Fico Eataly World a Bologna, la mostra “Paesaggi e Patriarchi d’Italia. I patriarchi arborei e le viti storiche nelle tele dipinte di Tonino Guerra”, nata dalla collaborazione tra Fico Eataly World, Fondazione Fico, la principale realtà vitivinicola abruzzese Codice Citra e l’associazione Patriarchi della Natura in Italia.

Il percorso raccoglie 14 tele, realizzate con la tecnica romagnola della stampa a ruggine e disegnate da Sergio Guidi, con didascalie e firma del poeta Tonino Guerra, e le fotografie di vitigni antichi tratte dal libro La Viticoltura Storica in Italia (Talea Editore).

Dopo la presentazione della mostra la viticoltura storica italiana e il libro La Viticoltura Storica in Italia (Talea Editore) sono stati protagonisti della conversazione tra il celebre enologo Riccardo Cotarella presidente nazionale Assoenologi Italia, Valentino Di Campli, presidente di Codice Citra, Andrea Segrè, presidente della Fondazione Fico, Sergio Guidi, presidente associazione Patriarchi della Natura e coautore della pubblicazione.

Sono intervenuti inoltre Mario Pellegrini, direttore della Riserva regionale Bosco di Don Venanzio, Luciano Di Martino, botanico del Parco nazionale della Majella ed Aurelio Manzi, naturalista e botanico.

Il pomeriggio ha visto anche la donazione di due viti selvatiche da parte del Parco nazionale della Maiella, che si occupa di biodiversità e che da anni si occupa del popolamento di questa vite scoperta nel 2008 attraverso la sua riproduzione e conservazione nelle due stazioni all’interno del Parco, un’unicità in tutto il paesaggio nazionale.

“Fondazione Fico promuove la cultura della sostenibilità – ha ricordato il presidente Andrea Segrè – e attraverso le sue iniziative valorizza la biodiversità promuovendo la tutela del paesaggio, anche e soprattutto in rapporto alla produzione agroalimentare. Negli ultimi 50 anni sono scomparse dal pianeta circa 300.000 varietà vegetali: seminare la cultura della biodiversità è determinante per la preservazione del patrimonio genetico dell’ecosistema terra, così come sensibilizzare i cittadini sulla valorizzazione del paesaggio per il nostro tempo e per le generazioni future”.

“Ai giganti arborei raffigurati nelle tele, che saranno esposte a Fico fino al metà novembre, Guerra ha voluto dedicare alcune frasi che ne svelano la natura e lo spirito. Ricordo ancora quando è nato questo progetto: un giorno Tonino venne da me e mi chiese di accompagnarlo a visitare un patriarca. Per ringrazialo e ricambiare lo invitai a vedere il nocciolo più significativo in tutto il territorio europeo, con più di 3,5 m di circonferenza. Da lì nacque la nostra collaborazione che portò alla mostra”, ha detto Sergio Guidi, uno degli autori del libro e presidente associazione Patriarchi della Natura.

“Queste piante storiche sono dei veri e propri monumenti nella misura in cui convivono con il territorio, hanno fatto residenza fisico – morale in quel territorio. Dunque parliamo di biodiversità delle varietà viticole, ma anche dei territori, delle popolazioni e dei loro dialetti”, ha spiegato Riccardo Cotarella, presidente di Assoenologi Italia.

“Nessuno meglio degli italiani può parlare di viticoltura storica. A proposito di biodiversità, con Codice Citra abbiamo intrapreso questo importante progetto di zonazione e valorizzazione delle diverse espressioni del Montepulciano d’Abruzzo. A distanza di pochi chilometri infatti abbiamo diversi tipi di Montepulciano ed è fondamentale risaltarne le diversità” ha aggiunto l’enologo.

“Il nostro territorio è la provincia di Chieti, che è il territorio con più alta concentrazione cooperativa vitivinicola d’Italia”, ha detto Valentino Di Campli, presidente di Codice Citra.

“È una responsabilità quella della cooperazione sociale. Quest’anno faremo un censimento per catalogare più di 15000 appezzamenti del nostro territorio, piccoli poderi che sarebbero stati abbandonati senza la cooperazione. Per questo noi diciamo che i nostri soci sono i custodi del territorio e delle tradizioni” ha concluso Di Campli.

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