DAI CAMPI DI CALCIO ALLA CUCINA, GIANLUCA ROSONE PORTA AVANTI IL RISTORANTE DI FRANK ROSS

L’AQUILA – Trasuda ricordi di vita ad ogni angolo, lo storico ristorante Villa delle Rose, meglio conosciuto come Frank Ross, aperto nel 1987 da Francesco Rosone, commerciante aquilano nel campo dell’abbigliamento negli anni ’70, poi diventato ristoratore, amato e conosciuto da tutti all’Aquila.

A raccogliere l’eredità del papà c’è oggi Gianluca che per tanti anni è stato un calciatore professionista, girando le città di mezza Italia, prima di decidere di intraprendere la strada battuta da suo padre che rilevò il locale nella frazione di Sant’Elia e ne fece uno dei ristoranti tipici più apprezzati del capoluogo.

Chi sceglie Frank Ross sa infatti che troverà paste fresche rigorosamente ammassate a mano e carni nostrane, in un locale accogliente e familiare, ideato e arredato da Francesco Rosone, dove tutto è rimasto esattamente come era 31 anni fa, il tempo sembra essersi fermato e si respira familiarità.

“Non abbiamo voluto cambiare nulla nel’arredamento del locale – spiega Rosone – Tutto è stato lasciato così come lo aveva voluto lui. I quadri, l’arredamento, lo stile e sinceramente è bello così com’è perché lì dentro ci sono i suoi ricordi“.

Prima di aprire il ristorante, negli anni ’70-’80, Frank Ross era stato titolare dell’omonimo negozio di abbigliamento in via Simonetto.

“Fu il primo a portare i jeans all’Aquila – racconta il figlio a Virtù Quotidiane – Vendeva i Levi’s, i Wrangler, i Wampum che per allora erano una novità. Papà aveva tutto chiaro già da allora, quando capì, dopo 10 anni di negozio, che la crisi avrebbe investito il Paese e così scelse di chiudere e di mettersi in gioco nel campo della ristorazione”.

E l’idea, unita alle grandi capacità e al cuore di Rosone, fu azzeccatissima.

“Papà era amato da tutti – aggiunge – Non c’era una persona che non lo amasse e il ristorante andò subito molto bene. Di quanto fosse amato me ne accorgo ancora adesso: quando le persone mi parlano di lui si emozionano”.

Un’eredità importante, quella raccolta da Gianluca, che dopo la morte del padre e la conclusione della sua carriera di calciatore ha scelto di portare avanti il ristorante, frutto di anni di sacrifici e impegno.

Il menù ha piatti tradizionali e la pasta è ammassata ogni giorno dalla signora Teresa, mamma di Gianluca: le paste all’uovo sono condite con sughi bianchi all’amatriciana, porcini e tartufo, alla pecoraia, funghi salsiccia e pomodorini, ricotta guanciale e pecorino, o con i sughi rossi di cinghiale, costatelle e salsiccia e amatriciana rossa.

Per i secondi invece si va dalla tagliata alle bistecche, dal filetto alle salsicce di carne e fegato all’arrosto misto, fino ai più tradizionali arrosticini.

“Le persone premiano l’artigianalità e la tradizione dei nostri piatti e noi ne siamo felici – prosegue Rosone – Certo, il settore della ristorazione non è più quello degli anni passati, perché ora vanno sempre più di moda gli aperitivi. È difficile tenere il passo con i tempi, ma non possiamo lamentarci perché lavoriamo bene. Per noi è una gioia vedere i clienti soddisfatti, anche se spesso si fa fatica perché le attività sono soffocate da carte e burocrazia eccessiva“.

“In tanti tra i clienti che vengono a trovarci da fuori mi propongono di aprire in altre città e sono felice di questi attestati di stima ma resteremo qui, dove sono le nostre radici”, conclude.

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