DUE PANIFICI AI POVERI DELLA DIOCESI ETIOPE DI HARAR GRAZIE AL “PANE IN PIAZZA” A MILANO

MILANO – A distanza di 4 mesi dalla grande raccolta benefica ottenuta con la manifestazione “Pane in piazza” a Milano nel maggio scorso a cui parteciparono anche i panificatori abruzzesi, lunedì 3 settembre alle 8 del mattino, in un clima di gioia e commozione generale, è giunto finalmente al Segretariato Cattolico di Dire Dawa in Etiopia, il grande container con tutto il necessario per avviare il primo forno per la panificazione, cui seguirà l’allestimento del panificio industriale “St. Augustin Bakery” dalla capacità di produzione di 300 tonnellate di pane.

Le foto ritraggono lo stesso vescovo della Diocesi di Harar di cui fa parte Dire Dawa, il Frate Minore Cappuccino monsignor Angelo Pagano, con le maniche del saio rimboccate, scaricare impastatrici, macchine per macinare, bilance, carrelli etc.

Decine di parrocchiani, cattolici e musulmani, collaborano a rimuovere manualmente il materiale dal container, complessivamente 2 macchine impastatrici, 1 chifferatrice per tranciare e arrotolare la pasta, 1 cella a lievitazione programmata, 2 spezzatrici per porzionare l’impasto, 1 cilindro laminatoio per raffinarlo e renderlo omogeneo, 1 macchina macina pane, 1 stampatrice per michette, 2 bilance e 6 carrelli donati da una panetteria milanese; in più 6 forni, una cucina domestica completa, 1.206 confezioni di generi alimentari, 100 di t-shirt, 71 di detergenti e 34 di vestiti per bambini aggiunti da altri benefattori.

L’intera operazione ha richiesto in tutto 6 ore di intenso lavoro e diversi viaggi di andata e ritorno ad Harar, a 50 km da Dire Dawa, per consegnare i beni di primaria necessità destinati alle diverse opere sociali della Diocesi seguite dal vescovo.

“L’arrivo dei macchinari rappresenta un passo avanti importantissimo nella nostra missione – spiega in una nota il coordinatore dell’iniziativa fra Mauro Miselli -. Ora siamo in attesa dei tecnici incaricati di montare l’attrezzatura: se tutto andrà bene entro la fine del 2018 i due ragazzi venuti in Italia alcuni mesi fa per imparare l’Arte Bianca, Tewodros e Abiy, e tornati in Africa in Luglio, potranno iniziare a sfornare”.

Precisa monsignor Pagano, in Italia fino al 30 settembre: “Il Vicariato di Harar si estende su una superficie di 266.00 chilometri quadrati e la popolazione, raddoppiata nel giro di pochi anni, è di 100 milioni di persone, per la maggior parte giovani senza un impiego che soffrono la fame. Un panificio qui permetterà di colmare il divario fra domanda e offerta di pane, di creare posti di lavoro e sostenere le opere della Diocesi; ci affidiamo quindi al buon cuore dei nostri benefattori nella speranza che questo grande sogno diventi al più presto realtà perché Pane in Piazza a Maggio è andato bene ma quanto abbiamo raccolto non basta. Per questo torneremo in Piazza Duomo anche nel 2019″.

Intanto per contribuire: https://www.missioni.org/come-aiutarci/ specificando la causale Panificio Harar, tramite la funzione Dona ora presente sul sito www.missioni.org o facendo una donazione diretta al Centro Missionario.

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