IL LUPPOLO CHE CRESCE ALLE PENDICI DEL GRAN SASSO E LA BIRRA AL FARRO DI SARA

L’AQUILA – Le avevano detto di lasciar perdere, perché sarebbe stata un’impresa impossibile. “Castel Del Monte ha delle temperature troppo basse, non riuscirai mai nel tuo intento”, le dicevano. E invece con il coraggio, un pizzico di testardaggine e la passione della sua giovane età, Sara Aromatario è riuscita a far maturare due qualità di luppolo ai piedi del Gran Sasso e ad aprire un’azienda agricola, la Mappavel’s, versione inglese di Mappaveji, il soprannome della sua famiglia in paese.

Sara, vent’anni a marzo, è cresciuta con la passione per l’agricoltura e i trattori. Nipote di transumante, da piccola amava stare nell’orto del suo papà a coltivare e veder crescere ortaggi. A soli vent’anni ha deciso di aprire una propria azienda agricola e di coltivare il luppolo, conosciuto durante un viaggio a Praga.

Un’impresa che sembrava impossibile, data l’altitudine di Castel del Monte (L’Aquila), 1346 metri sopra il livello del mare.

“Mi avevano detto che il luppolo matura al massimo a 1200 metri, ma ho voluto provare lo stesso e con mia grande sorpresa sono riuscita a far maturare due qualità diverse, il Cascade e il Willamette – racconta a Virtù Quotidiane – Ho sempre coltivato legumi da granella, cerali, patate, lenticchie farro, ma questa coltivazione mi ha subito incuriosito così ho deciso di provare. Quando sono tornata da Praga, ho chiamato i rivenditori di piante e mi sono informata. Tutti mi hanno detto di lasciare perdere, ma io ho piantato comunque dodici piantine di 3 qualità diverse. Nel 2017 solo il Cascade è giunto a maturazione, poi l’anno scorso ho ampliato la produzione e sono riuscita nel mio intento di far maturare anche il Willamette. Quest’anno stiamo provando altre qualità e ho intenzione di mettere il Saaz, una tipologia che non attecchisce quasi da nessuna parte. Chissà, magari a Castel del Monte ce la facciamo!”.

Una volta ultimato il primo raccolto, Sara ha messo sottovuoto delle piantine e ha contattato il Crea, ente governativo di ricerca agroalimentare, per farle analizzare. Passaggio necessario prima di poter produrre birra.

“Mi hanno detto subito di no – afferma – Non avevo una partita iva, né un’azienda e la produzione era minima, ma dopo circa un’ora mi hanno ricontattato. Colpiti dalla mia giovane età e dalla mia voglia di fare mi hanno voluto dare una possibilità. Lo hanno analizzato e mi hanno detto che se avessi voluto andare avanti con la mia attività avrei dovuto ampliare il luppoleto, aprire un’azienda e una partita Iva. Così mi sono messa subito in moto e oggi ho un’azienda con circa 70 piante. Lo pianto alla metà di maggio, anche se dovrebbe essere piantato a metà marzo. A Castel Del Monte, tuttavia, a marzo la temperatura è ancora troppo fredda. A settembre, quando è maturo, lo raccolgo”.

Per trasformare il luppolo in birra, Sara ha tuttavia bisogno di una malteria e per la lavorazione si serve di una ditta di Cepagatti (Pescara).

“Quest’anno ho deciso di fare una birra al farro prodotto sempre da me a Castel Del Monte – svela la giovane – È un farro rosso di ottima qualità. La birra tradizionale è fatta di luppolo, acqua, malto d’orzo e lievito. Io invece ho voluto provare a inserire il farro al posto del malto d’orzo. Le quantità di luppolo che servono per produrre birra sono minime: per 500 litri ne occorrono 250-300 grammi. Quest’anno ho prodotto 16 chili di luppolo secco e 56 chili di fresco”.

Oltre a rivendere il luppolo nell’Aquilano, Sara ha voluto provare a cimentarsi in una nuova attività, tingendo la lana con il luppolo messo in infusione.

“In questo sono stata aiutata da Valeria Gallese, titolare della ditta AquiLana di Santo Stefano Di Sessanio e da Rosetta Germano di Castel Del Monte. È un’attività molto apprezzata. Ne ho parlato a lungo in un convegno a Roma e tutti ne erano entusiasti. Mi hanno fatto mille domande”.

Per il futuro Sara ha intenzione di ampliare l’attività e di far conoscere il più possibile la sua birra. “Organizzerò delle giornate degustative a Castel Del Monte – annuncia – Sono molto legata al mio paese e alle mie tradizioni. È proprio da lì che è partita la mia passione per l’agricoltura”.

Articoli correlati