IRONIA, SEMPLICITÀ E TANTA BIRRA: MA.MÒ “BAR DEL QUARTIERE” E RIFERIMENTO PER APPASSIONATI

L’AQUILA – È a metà strada tra una birreria di livello, il bar del quartiere, un luogo familiare e al tempo stesso persino ironico. È il Ma.Mò, riferimento serale (e non solo) per tante e tanti all’Aquila.

Anche se non sembra, il Ma.Mò si trova in centro, o meglio ancora tra le mura cittadine, su viale Don Bosco. Una strada arcinota e cara agli aquilani, dove trova spazio un frequentato centro dei Salesiani e dove fino alla scossa del 6 aprile 2009 c’era un cinema d’essai intitolato anch’esso al sacerdote piemontese.

Inaugurato a ottobre 2016 – nel pieno dello sciame sismico in Centro Italia – Ma.Mò è stato aperto da due giovani aquilani, Giovanni Mascetti e Marco Moretti.

In breve tempo, nonostante la posizione leggermente a largo della movida di piazza Chiarino, si è affollato di studenti, fuori sede e non, appassionati di birra, aquilani e persino forestieri che arrivano per assaggiare le particolari birre proposte.

Mentre di giorno, gli abitanti di un quartiere con qualche cantiere e diversi condomini ricostruiti lo hanno eletto a bar di fiducia, come i tanti operai nella lenta e faticosa ricostruzione aquilana.

Solo chi ha vissuto un terremoto e chi vive quotidianamente una città in perenne transizione, sa infatti quale importanza comunitaria, alle volte persino sociale, può rivestire il bar del quartiere, o del paese se si trova nei centri più piccoli. Un luogo dove la normalità torna ad affacciarsi dopo mesi – talvolta anni – di eccezionalità.

Ma.Mò, con la sua semplicità, sembra proprio uno di questi luoghi. Si entra su viale Don Bosco, non prima di aver incrociato un albero “a forma di cuore”, come ci fa notare il proprietario, Giovanni Mascetti.

Dentro troviamo ben sessanta tipi di birre, di cui tre alla spina, con un’offerta di prodotti artigianali locali ma anche esteri, fino a birre a fermentazione spontanea, affumicate o al sale, provenienti da luoghi d’eccellenza come Belgio, Germania, Repubblica Ceca e Inghilterra.

Con un rapporto tra qualità e prezzi (davvero ridotti) che pochissimi in città possono vantare: “Le nostre specialità sono le birre e i cocktail – racconta Mascetti a Virtù Quotidiane – cerchiamo di introdurre in città birre particolari, già presenti in altri territori d’Abruzzo storicamente più sensibili al tema, come il teramano”.

E, a proposito della provincia al di là del Gran Sasso, proprio in questi giorni il Ma.Mò vanta, per esempio, la Hoppy Beertday del birrificio Bibibir di Castellalto (Teramo).

Mascetti, 35 anni e papà da appena sei mesi, si è laureato in Storia nella facoltà dell’Università che oggi trova sede proprio a pochi passi dal locale. Ha realizzato un sogno che da appassionato di birra coltivava da molto tempo: “Abito proprio in questo palazzo, e il mio bar è gran parte della mia vita”.

Il nome del locale riprende i cognomi di chi l’ha aperto, e al tempo stesso un modo di dire popolare all’Aquila, che più o meno significa “ma ora?”.

Vena ironica che non si ritrova solo nel nome. All’entrata, su viale Don Bosco, c’è una scritta che indica la “vita crudele” giù per il viale, e la birra a sinistra, ovviamente oltre la soglia del locale. Dentro, lavagne dove si disegna e cocktail dai nomi bizzarri: “Il nostro cocktail più famoso si chiama don boskow mule, una nostra rivisitazione del moscow mule, con pepe e peperoncino”. Superfluo sottolineare la provenienza del nome.

E poi ci sono i clienti affezionati, che hanno boccali personalizzati con i propri nomi o soprannomi, realizzati dalla ceramista aquilana Stella Lucente. Insieme a loro anche gli avventori occasionali, come i tanti frequentatori delle scuole professionali, centri estivi e sportivi, organizzati dai Salesiani nel centro Don Bosco.

Tutti a bere caffè, giocare con le freccette, gustare birra o un cocktail, soprattutto d’estate, quando la terrazza offre un bel panorama, con uno sguardo privilegiato su mezza L’Aquila, San Giuliano e Monte Pettino.

Ma.Mò è caffetteria, birreria e cocktail bar trasversale e attraversato. In attesa di raddoppiare lo spazio, dopo i lavori che saranno realizzati nei prossimi mesi, e aprire anche una cucina. Chissà che in futuro, da bar del quartiere non diventi anche trattoria.

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