L’AQUILA, MUSICA E STREET FOOD NEL GIORNO DELLA PALLA OVALE

L’AQUILA – Dagli stand su viale Gran Sasso, il fumo degli arrosticini supera le transenne dello stadio, dando un’illusione ottica tutta particolare, come se fossero fumogeni al rovescio. Circa 6mila persone alla festa della palla ovale, declinata nel match di serie A tra L’Aquila e Cus Genova (vinta dagli ospiti 26 e 47) e, soprattutto, nel big match di Guinness Pro14 tra Zebre e Dragons, terminata con un’inattesa vittoria 34-32 della franchigia italiana a spese dei gallesi.

Fuori e dentro lo stadio, un parterre  riscaldato dall’entusiasmo di tanti appassionati di rugby giunti da tutta la Penisola. Sugli spalti c’è anche lo staff tecnico azzurro con in testa Conor O’ Shea e il team manager Gino Troiani.

In campo anche le vecchie glorie del rugby Giancarlo Cucchiella, Serafino Ghizzoni, Pierluigi Pacifici, Francesco Pietrosanti, Sabatino Pace, ma anche Pierluigi Camiscioni, Antonio Spagnoli strappano un applauso dal campo, mentre l’ex ct Massimo Mascioletti saluta dalla tribuna.

Su viale Gran Sasso, un Terzo tempo coi fiocchi, tra stand dove gustare street food e bere birra di ogni tipo. Dalla Peroni, birra del rugby italiano per eccellenza, alla Guinness. E poi, le selezioni artigianali di Alkibia e Opperbacco, con tanto di pretzel tedesche. Non sono mancati arrosticini, dalla Locanda del Puledro impennato ad “arrosticini divini”, hamburger, olive ascolane. E ancora, Johnny Take Uè, il franchising della pizza napoletana, di nuovo in piazza dopo la maratona del Jazz.

A completare il parterre, gonfiabili per bambini, animazione, musica dal vivo con i Golden Shower. Un hard rock ben suonato di supporto alla voce potente di Federica Di Carlo. In chiusura il djset di Marco Carosone.

“La città ha bisogno di questi eventi”, ha detto il sindaco Pierluigi Biondi, “lo stadio ha fatto numeri che ricordano i tempi dello scudetto neroverde del ’94”. Madrina dell’evento, l’attrice Nicoletta Romanoff.

Articoli correlati