LE STORIE DEI RAGAZZI DELL’AGRARIO DI ATRI CHE HANNO SCELTO DI LAVORARE LA TERRA DEL FUTURO

ATRI – “A 12 anni tutti i miei compagni compravano la Play Station, io compravo la mia prima capra”. Oggi Diego di anni ne ha appena sedici ma è sorprendente la decisione con la quale parla dei suoi progetti futuri. Il suo sogno di metter su un allevamento parte dai banchi dell’Istituto Agrario, agroalimentare e agroindustria “Adone Zoli” di Atri, il ridente borgo in provincia di Teramo famoso per la produzione di liquirizia e del Pan Ducale, diretto dalla preside Daniela Magno.

Classe Terza Q, nato a Montesilvano (Pescara), Diego Leone, nonostante la tenera età, è un piccolo grande uomo. A Virtù Quotidiane, nelle aule della scuola, racconta l’amore innato per la natura e gli animali – “questo è un istituto tecnico che si sceglie per vocazione” dice – così come ribadiscono in seguito anche i suoi compagni di studio, motivati, consapevoli, determinati verso la terra del loro avvenire.

“Vorrei diventare un allevatore caprino e trasformare prodotti di qualità – dice convinto – Mi piacerebbe recuperare, con la collaborazione dell’Università di Teramo con cui sono già in contatto, razze antiche di capre, come quella teramana che è quasi scomparsa. In un mondo dove tutto è cambiamento, la terra è l’unica certezza che abbiamo”.

“L’agricoltore non ha bisogno di scegliere perché ha già scelto il suo stile di vita”. E Andrea Fuschi, 17 anni, di Montesilvano, classe IV P, ha già scelto cosa vuole dalla vita.

Si avverte da come parla della sua passione per l’agricoltura, la vite e gli ulivi, l’orto, le escursioni con lo zio in cerca di funghi e tartufo, il gorgonzola che prepara in casa da solo.

“Una passione che coltivo sin da bambino grazie all’azienda agricola di famiglia. L’emozione che può darti il contatto diretto con l’ambiente e gli animali è impagabile ma ci vogliono impegno e responsabilità, costanza, sveglia presto tutte le mattine”. Sembrano le parole di un adulto, sono quelle di un “uomo” appena adolescente.

E poi c’è Francesca Lucci, 16 anni, di Castiglione Messer Raimondo, provincia di Teramo, classe Terza Q, “sono sempre vissuta in campagna e non potrei mai farne a meno. Non ho ancora un progetto di vita ma ogni attività che svolgo all’Agrario mi fa innamorare – dice con una luce negli occhi che non passa inosservata – Non tutti capiscono il valore di questa scuola, tra coetanei e genitori, perché il concetto di agricoltura è ancora legato all’immagine della zappa. L’agricoltura invece è vita, natura, innovazione, tutela dell’ambiente, futuro”.

“Il mio progetto è quello di aprire una cantina perché l’azienda viticola della mia famiglia produce uve Doc e Docg di Montepulciano d’Abruzzo e Pecorino”. Idee chiare e decise anche per Grazia Lupinetti, 14 anni, di Villa Bozza di Montefino, provincia di Teramo. “La mia è una vocazione naturale verso un settore che riempie di soddisfazioni. Alcuni professori mi avevano consigliato il liceo ma non mi sono lasciata influenzare, l’istituto Agrario per me è la base del futuro che voglio vivere”.

“Ho scelto l’agrario perché mi piacciono la natura e gli animali, i miei genitori mi hanno sostenuta in questo percorso che anche i professori delle medie mi avevano consigliato”: Anna Santomeri, 14 anni, di Castilenti (Teramo), classe Prima Q, occhioni grandi e celesti che si commuovono quando parla del suo sogno di aprire una tenuta agricola con tanti animali e un laboratorio di trasformazione di formaggi e prodotti della terra.

Sono numerose le attività extra curriculari cui partecipano i ragazzi dell’Agrario di Atri, dai corsi di potatura, apicoltura e assaggiatore di olio, solo per citarne alcuni, all’alternanza scuola-lavoro nelle aziende agricole e negli oleifici abruzzesi. Una scuola “territoriale” che punta al recupero e alla valorizzazione del territorio con le sue declinazioni di indirizzo, Produzioni e trasformazioni e Viticoltura ed enologia. E in più tanto amore per la terra.

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