LEGGE SALVA BORGHI, MERCATI CONTADINI E STREET FOOD AGRICOLO CALAMITA TURISTI

ROMA – Saranno i mercati contadini e lo street food agricolo ad attrarre il turismo nei piccoli comuni, dove verranno create specifiche aree per la vendita diretta delle tipicità del territorio. È questo uno dei tanti effetti della legge salva borghi (n.158/17), primo firmatario Ermete Realacci, per il rilancio e la valorizzazione delle realtà locali sotto i 5 mila abitanti.

A sottolinearlo è un’analisi della Coldiretti, nel precisare che tra gli obiettivi della normativa entrata in vigore meno di 3 mesi fa, c’è quello di stimolare la conoscenza di territori meno “battuti” rispetto ai tradizionali itinerari turistici, riqualificandoli con interventi di manutenzione e messa in sicurezza.

Sul fronte eno-gastronomico, secondo la legge, i piccoli comuni possono promuovere anche in forma associata consumo e vendita di prodotti agricoli da filiera corta in un raggio di 70 chilometri e di quelli con un limitato apporto delle emissioni inquinanti legate al trasporto dal luogo di produzione a quello di commercializzazione.

Se resta confermata l’opportunità di trasformare, cucinare e vendere il cibo, sono previste novità nei grandi supermercati che potranno dedicare specifiche aree ben identificate per vendere le tipicità del territorio.

Per stimolare la domanda, inoltre, legge prevede che negli appalti pubblici per le forniture alimentari alle mense l’offerta di prodotti agricoli del territorio sarà uno dei parametri preferenziali di scelta. A conferma della centralità dell’impresa per il rilancio dei piccoli borghi, infine per le attività dei centri multifunzionali le amministrazioni possono stipulare convenzioni e contratti di appalto con gli agricoltori, il tutto con procedure più snelle e meno burocrazia per l’affidamento degli incarichi.

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