L’IRISH CAFÈ RADDOPPIA: DALLA MAUSONIA AL CENTRO DELL’AQUILA, LA NUOVA SFIDA DI SCIPIONI E DI MARCO

L’AQUILA – È nato pochi mesi dopo il terremoto del 2009, in seguito alla costituzione di una società dal nome emblematico (la Non Mollemo srl), e in questi anni è diventato punto di riferimento per il divertimento, la vita notturna e persino quella culturale della comunità aquilana.

È l’Irish Café, quello che da tanti aquilani viene chiamato “Irish di Pianola”, anche se si trova ai piedi della frazione aquilana, sulla strada statale Mausonia, non lontano dalle zone di Bagno, di Roio e dal centro del capoluogo abruzzese.

Lo stile irish, unito alla posizione – si trova lungo una via a scorrimento piuttosto trafficata – riconduce l’Irish Café ad un’immaginario a metà strada tra le stazioni di ristoro delle grandi autostrade statunitensi e un pub della periferia di Galway.

L’Irish Café è uno dei locali più frequentati all’Aquila, e con i suoi 12 dipendenti riesce a soddisfare clientele diverse, dalle 6 del mattino e fino alle 2 della notte, rimanendo chiuso giusto 4 o 5 ore al giorno.

I titolari, Massimiliano Di Marco e Francesco Scipioni, si lanceranno nei prossimi mesi in una nuova sfida. L’Irish Café raddoppia, e questa volta dalla periferia est se ne va direttamente sul corso principale della città. Un secondo locale verrà aperto, infatti, in via Verdi 1, all’angolo con il Corso Vittorio Emanuele, in una delle poche strade aperte al transito pedonale del centro storico ancora incerottato e a due passi da quella via Tempera che ha ospitato lo storico Irish fino al 2009.

Si chiamerà anch’esso Irish Café, per una trattoria-pub di circa 100 mq e una sessantina di posti a sedere. Lo stile sarà sempre irish, ma con soluzioni architettoniche diverse rispetto al locale sulla Mausonia, e un’offerta di birre e cibi diversificati. Una “scommessa doppia” la definiscono i titolari.

“Per l’apertura ci vorranno almeno tre o quattro mesi – racconta Di Marco a Virtù Quotidiane – abbiamo scelto quel locale perché era proprio quello che avevamo in mente, nonostante le difficoltà e i disagi che vive chi lavora in centro oggi”.

Che poi, più che di centro, si dovrebbe parlare di un paio di vie, quelle realmente accessibili: “In pochi metri si concentrano trenta locali – aggiunge l’imprenditore aquilano – ci sono ancora tanti cantieri aperti e tanti che dovranno aprire. Insomma, chi va in centro oggi è ancora un pioniere, e per un po’ sarà così. Perché è più alta la probabilità di arrancare. Anche per questo il nuovo locale aprirà solo da ora di pranzo. C’è un bar di fronte e non vogliamo togliere, ma aggiungere”.

Sicuramente sarà una sfida nuova, in un locale in continuità ma in un contesto molto diverso da quello attuale: “Io amo definire l’Irish Café come un pub di paese – afferma Di Marco con fierezza – perché al di là delle serate, dove la clientela è molto variegata, i clienti che vengono nelle ore diurne arrivano anche da Bagno, Pianola o Roio”.

Riferimento per molti rugbisti aquilani – Scipioni, figlio d’arte, è tra i neroverdi ad aver vinto lo storico scudetto del 1994 – ma anche per amanti della musica dal vivo, con oltre 500 concerti organizzati in otto anni e mezzo: “Qui ogni venerdì si suona, due volte al mese organizziamo jam session e ogni due settimane va in onda, in diretta dal pub, Controllo a Terra, una trasmissione di Radio L’Aquila 1. Qui sono venuti anche artisti internazionali, come The Last Internationale, Edda, Gianni Maroccolo e The Niro”.

Un eclettismo poliedrico che, dalla seconda parte dell’anno, troverà patria anche nel centro storico dell’Aquila.

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