TURISMO, BANDO DA 10 MILIONI PER LO SVILUPPO DEL CRATERE SISMICO DEL 2009

L’AQUILA – “Il 5 febbraio alle ore 12,00 verrà riaperto lo sportello agevolativo per lo sviluppo di attività produttive in campo turistico e culturale nel territorio del cratere sismico aquilano”. È quanto si legge nella circolare del 20 novembre 2018, n. 351717, pubblicata sul sito del Ministero dello Sviluppo economico, con la quale vengono definiti i termini e le modalità di presentazione delle domande di accesso alle agevolazioni (previste dal decreto ministeriale del 5 aprile 2018), per rafforzare l’attrattività del cratere sismico aquilano attraverso nuove e innovative offerte turistiche e culturali.

Questa è la ragione per la quale, nella mattinata del 15 gennaio scorso, in una affollata sala Rivera di Palazzo Fibbioni, sede del Comune di L’Aquila, si è tenuta la presentazione della misura di finanziamento alla quale hanno partecipato il sindaco di L’Aquila Pierluigi Biondi, l’assessore al commercio Alessandro Piccinini, il referente della Regione Abruzzo Antonio Mancini, la funzionaria del Ministro dello Sviluppo Economico Adriana Canini e un rappresentante di Invitalia, Vittorio Fresa.

Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, oltre a gestire tutti gli incentivi nazionali per la nascita di nuove imprese e start up innovative, era presente in quanto soggetto gestore dell’intervento di sovvenzione.

La misura fa parte del fondo di finanziamento “ReStart” che, per questa seconda volta, ha messo a bando il 4% della quota parte dei fondi per la ricostruzione per lo sviluppo delle potenzialità culturali e turistiche dei territori colpiti dal sisma del 2009, per un totale di 10 milioni di euro.

Come ha spiegato chiaramente il sindaco Biondi, questa misura ha l’obiettivo ben preciso di scongiurare la “desertificazione” di un territorio che può realizzare ancora tanto in termini economici, sia attraverso interventi culturali che turistici perché vivo e ricco di testimonianze storiche, artistiche e naturali.

A tal proposito, lo stesso Fresa, rappresentante di Invitalia, ha voluto ribadire che in un territorio come quello abruzzese, e nello specifico aquilano, è possibile vivere di cultura, concetto che per diversi anni è stato estraneo alle logiche economiche e che torna invece adesso con forza anche a livello nazionale. Biondi ha proseguito raccontando come la realizzazione del bando abbia visto momenti intensi, non solo di concertazione ma anche di scontro con i tecnici a dimostrazione di quanto misure come il cosiddetto “Bando Turismo” siano importanti per una regione come l’Abruzzo, piena di riferimenti storici e culturali millenari, senza contare quanto il reparto enogastronomico stia crescendo e quanto sia fondamentale per attrarre turisti nella zona.

Lo stesso sindaco ha infatti ammesso come, pur non prediligendo la prassi delle domande a sportello, stanti la possibilità e la necessità di approvare il bando velocemente, (anche per evitare di rimettere in gioco i suoi principi in un momento delicato come il cambio del Governo che avrebbe potuto allungare i tempi) sia stato deciso di dare il via al bando in questa forma.

Entrando nel dettaglio della misura, dei 10 milioni di euro previsti, il 63% è riservato alle iniziative nel comune dell’Aquila, mentre il restante il 37% alle attività localizzate negli altri comuni del cratere sismico aquilano, che sono 56.

Come si legge sul sito di Invitalia, in cui è possibile reperire la documentazione e le informazioni, il nuovo sportello finanzierà progetti con spese complessive d’investimento comprese tra 25.000 e 1.000.000 di euro. La novità importante è che i beneficiari non saranno solamente le micro, le piccole e le medie imprese (Mpmi) già costituite ma anche quelle che si costituiranno entro la scadenza del bando.

Sono ammessi, infatti, tutti i comparti economici (ad eccezione di quanto indicato nel bando per i settori della pesca e dell’acquacoltura e della produzione primaria dei prodotti agricoli), purché finalizzati a uno dei seguenti obiettivi: valorizzazione turistica del patrimonio naturale, storico e culturale; creazione di micro-sistemi turistici integrati con accoglienza diffusa; commercializzazione dell’offerta turistica attraverso progetti e servizi innovativi. Sono ammissibili alle agevolazioni i progetti d’investimento finalizzati, ad esempio, alla creazione di nuovi fabbricati o all’ampliamento e/o riqualificazione di quelli esistenti.

Per riqualificazione si intende la diversificazione produttiva e il miglioramento del livello qualitativo della produzione dei beni o servizi realizzati. Le agevolazioni sono concesse, ai sensi e nei limiti del Regolamento de minimis, nella misura del 70% delle spese ammissibili, considerando sia le spese ad utilità pluriennale sia quelle di gestione relative all’avvio dell’attività.

In altre parole, questo vuol dire che il 70% delle spese ammissibili è un contributo a fondo perduto, in quanto l’impresa dovrà finanziare esclusivamente il restante e cioè il 30% dell’importo previsto per il suo progetto. Le spese d’investimento sono agevolabili a fondo perduto nella forma di contributo in conto impianti.

Le somme che sono erogate alle imprese dallo Stato o dagli altri enti pubblici per acquistare, produrre, ampliare o riattivare delle immobilizzazioni materiali, sono cioè contributi per i quali l’impresa beneficiaria può essere vincolata a mantenere in uso le immobilizzazioni materiali cui essi si riferiscono per un determinato periodo di tempo, stabilito dalle norme che li concedono.

Mentre, per quanto riguarda le spese di gestione, queste sono agevolabili a fondo perduto nella forma di contributo alla spesa e sono riconosciute per un massimo del 30% sul totale delle spese ammissibili.

Come si legge sulla circolare ministeriale, tra le voci d’investimento agevolabili rientrano la ristrutturazione di immobili (valorizzate sulla base dei tariffari regionali vigenti) entro il limite massimo del 50% del valore complessivo delle spese d’investimento ammesse. Questo limite è elevato al 70% per i programmi d’investimento aventi ad oggetto lo svolgimento di attività di ricettività turistica. Le spese per opere edili sono ammesse anche su beni di terzi, con apposizione del vincolo catastale di destinazione dell’immobile allo svolgimento di attività di ricettività turistica.

E poi attrezzature, macchinari, impianti e allacciamenti, inclusi mezzi mobili purché strettamente necessari e correttamente dimensionati in base al ciclo di produzione. Viene precisato che, per quanto il settore dei trasporti, sono escluse le spese relative all’acquisto di mezzi e attrezzature di trasporto.

Infine, tra le voci di investimento agevolabili rientrano i beni immateriali ad utilità pluriennale, limitatamente a programmi informatici, brevetti, licenze e marchi.

Come ha precisato Fesa, anche le aziende agricole possono partecipare al bando, l’importante è che i loro progetti rientrino nelle tre categorie sopra indicate; un esempio è rappresentato dalla creazione di fattorie didattiche, o comunque di tutte quelle attività che si stanno sviluppando negli ultimi anni attorno al comparto agricolo e che hanno come scopo la creazione o la valorizzazione del settore turistico. Una delle condizionalità è, ovviamente, la contabilità separata per chi non esercita, come principale, attività turistiche e culturali.

Entrando ora nello specifico della documentazione da presentare, diverse note positive possono essere registrate, secondo Fresa: il business plan risulta di molto semplificato, occorrendo, pur tuttavia, fare attenzione all’analisi finanziaria e al dettaglio delle spese di gestione, elemento da non sottovalutare. L’attenzione va riservata anche al codice Ateco, l’unico strumento in grado di dare oggettività all’attività che si intende realizzare e che evita fraintendimenti che potrebbero sorgere nella fase descrittiva del progetto in sede di valutazione. Fresa ha voluto tranquillizzare la platea affermando che, proprio nella fase valutativa, ci saranno colloqui con i proponenti proprio al fine di fugare eventuali dubbi che potrebbero compromettere ingiustamente l’intero impianto del progetto presentato.

Si terrà conto dei progetti avanzati da giovani donne e non occupati e delle esperienze pregresse dei soggetti proponenti. Un aspetto oltremodo importante riguarda il conto corrente vincolato, in quanto i finanziamenti verranno erogati anche con fatture non ancora quietanzate, e si parla di un massimo di quattro erogazioni con garanzia fideiussoria.

Secondo Fresa, il conto corrente vincolato è una garanzia in più che i fornitori di materiali e servizi potranno vantare in caso di mancati pagamenti. Infine, nella presentazione del progetto, tutti gli aspetti imprenditoriali dovranno essere connessi tra di loro; in altre parole, deve esserci una estrema coerenza tra le idee imprenditoriali e l’equilibrio finanziario in quanto, per usare il gergo tecnico, le idee devono essere cantierabili, le spese devono essere ammortizzabili e deve esserci un guadagno economico meglio se finalizzato alla creazione di posti di lavoro.

L’imprenditore – come ha sottolineato Fresa – deve essere imprenditore al 100%. Per iniziare ad avere dimestichezza con il programma on line, dal 25 gennaio sarà possibile iniziare a compilare le domande, senza tuttavia poter caricare la documentazione allegata e senza poter inviare i progetti, in quanto, vale la pena ricordarlo, il momento in cui poterlo fare inizia il 5 febbraio alle ore 12.

Sul sito di Invitalia, chiamando il numero azzurro 848-886886 o scrivendo una mail a info@invitalia.it, gli interessati a partecipare al bando di finanziamento potranno reperire ogni informazione necessaria. Per chi fosse interessato, nella sede della Fondazione Carispaq alla Fontana Luminosa, sarà istituito, così come richiesto e ottenuto dal Comune, un punto di contatto ad hoc di Invitalia in cui imprenditori e professionisti potranno materialmente predisporre le pratiche.

È stato rinviato, intanto, il secondo e ultimo incontro con la cittadinanza che era previsto il 22 gennaio nella sala polifunzionale di Fossa. Luisa Di Fabio

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