VINO, VENDEMMIA 2018 IN ABRUZZO SEGNA +10 PER CENTO MA PROSSIMI VENTI GIORNI DETERMINANTI

L’AQUILA – Certo, il 2017 aveva fatto registrare una significativa flessione (meno 20-25 per cento), ma la vendemmia 2018 in Abruzzo si annuncia con un incremento del 10 per cento della produzione rispetto allo scorso anno.

“Le previsioni fatte oggi potranno anche essere smentite, ma allo stato attuale in senso generale non ci sono grandi criticità”, dice a Virtù Quotidiane Nicola Dragani, presidente regionale di Assoenologi, nonostante più di un produttore abbia segnalato la presenza di peronospera, tipica malattia causata dalle condizioni climatiche.

L’attenzione è concentrata sulle previsioni meteo: “Al di là delle cultivar precoci, che alcuni hanno già iniziato a raccogliere ma la maggior inizierà dal 20 agosto, nei prossimi 15-20 giorni le condizioni atmosferiche sono essenziali per il Montepulciano – fa osservare Dragani – allo stato attuale in senso generale non ci sono grandi criticità, nel senso che è vero che per la prima volta dopo tanti anni si è avuto un germogliamento eccezionale, che non si vedeva da 10-15 anni tanto da far presupporre un’annata fantastica, poi però purtroppo abbiamo avuto delle piogge da maggio fino alla metà di luglio che hanno ovviamente creato infezioni, sono tuttavia focolai di zone, non in senso generale sui 36mila ettari di produzione vinicola abruzzese. Ci sono zone dove non c’è nemmeno traccia di peronospera o di oidio”.

In Abruzzo, insomma, la produzione 2018 sarà “sicuramente superiore a quella dell’anno scorso”.

“Il peso dei grappoli è del 20-25 per cento superiore a quello del 2017 – spiega Dragani – siamo passati da circa 300 grammi a 400-450, in virtù della stagione umida l’acino è più grande e pesa di più”.

Tuttavia, ribadisce l’enologo, “ci giochiamo tutto nei prossimi quindici-venti giorni, perché se continuerà questo caldo, sperando che la perturbazione attesa per Ferragosto si attenui presto, è chiaro che avremo una produzione molto buona”.

“Il vigneto colpito dalla peronospera larvale, cioè quella che ha colpito il grappolo, avrà ovviamente una riduzione della produzione, ma è su quel vigneto circoscritto”, chiarisce.

Facendo il paragone con l’anno scorso, insomma, si tratterà di un’annata “normale”.

“Secondo le stime attuali, si arriveranno a produrre 4,8-5 milioni di quintali di uva, a fronte dei 4,5 del 2017, e 3,3 milioni di ettolitri di vino, contro i 3,1 dell’anno scorso”.

“I trattamenti? È chiaro che sono stati più del 2017 – ammette l’enologo – non avendo piovuto, lo scorso anno ci sono state poche infezioni e molto limitate, quest’anno si sono avute maggiori infezioni, ma ciò non vuol dire che non siano state controllate”.

“Ad esempio i vigneti nei fondovalle, dove c’è maggiore umidità, quest’anno ci daranno produzioni meno buone, non eccellenti”, chiosa Dragani, “la coltivazione della vite va guardata legata al clima, al terreno e alla localizzazione, quest’anno soffre di più la pergola abruzzese, l’anno scorso ha sofferto di più il filare, perciò parlare di quale sia il sistema di coltivazione migliore vuol dire discutere del sesso degli angeli”. (m.sig.)

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