ATTILIO CECCHINI, STORIA DEL PRINCIPE DEL FORO NEL SAGGIO DI DE NICOLA

L’AQUILA – Sarà presentato giovedì 13 settembre all’Aquila, alle ore 18, nella Navata Vetrata del palazzo dell’Emiciclo, il nuovo libro del giornalista e scrittore Angelo De Nicola, Don Attilio Cecchini – Il giornalista di razza, il principe del foro, l’impolitico per i tipi della One Group Edizioni.

All’evento, patrocinato e realizzato in collaborazione con il Consiglio regionale d’Abruzzo, che sarà aperto dal saluto di Giuseppe Di Pangrazio, presidente del Consiglio, interverranno con l’autore Aura Scarsella, magistrato, Francesca Pompa, presidente One Group Edizioni, Alessandro De Angelis, vice direttore Huffpost, Marco Fanfani, presidente Fondazione Carispaq.

Ospite d’onore Attilio Maria Cecchini. Letture a cura dell’attore Ugo Capezzali. Conduce il giornalista Stefano Vespa.

Una vita da romanzo ma anche un personaggio-chiave per interpretare due professioni (quella del giornalista e quella dell’avvocato penalista), la politica degli ultimi trent’anni, una regione complessa come l’Abruzzo ma anche una città, L’Aquila, martoriata dal terremoto del 6 aprile 2009.

L’invincibile “don Attilio”. Se c’è un personaggio-simbolo della “resistenza” aquilana post sisma, questo è il 93enne avvocato Attilio Maria Cecchini. Personaggio-chiave, personaggio-simbolo, ma anche uno snodo dell’Aquilanitas. Questo saggio (non una biografia) vuol ripercorrere il “romanzo” della sua vita attraverso documenti (articoli, interviste, scritti, testimonianze) suddivisi, per agevolare la narrazione, in tre parti.

La prima: il giornalista d’assalto in Venezuela dove emigra, senza una lira in tasca nonostante fosse di famiglia borghese, negli anni ‘50 inseguendo un sogno di libertà; citato anche da Garcia Marquez.

La seconda: tornato nel ‘60 in Italia, penalista di fama che non esita a entrare in guerra col “Palazzo” per difendere l’innocenza di un “povero cristiano di nome Michele Perruzza” che assiste gratuitamente, per principio; e, dopo il sisma, difensore da un lato dei costruttori in molti processi tra cui quello simbolo della Casa dello Studente e, dall’altro, di parte civile in quello della Commissione Grandi Rischi.

La terza: l’uomo nuovo che, nel 1994, si candida a sindaco dell’Aquila nel dopo-rivoluzione di “Mani pulite”, ma perde.

Un personaggio-chiave, appunto. È fondamentale, per guardare al futuro, rileggerne oggi gli articoli e le corrispondenze (sotto falso nome) dal Venezuela e dall’intera America Latina; riesaminare le battaglie legali e di puro principio; valutarne l’azione civico-politica fuori da schemi e partiti; riassaporarne i saggi sull’Aquilanitas. E, perché no, scoprire alcune delle sue poesie inedite come quella da lui più amata, “Litania a Mexico”, “teschio d’America/ corroso dall’incubo yankee…”.

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