“BIG NIGHT”, QUANDO HOLLYWOOD PARLÒ PESCARESE

PESCARA – Nel 1996 la coppia di attori e registi americani formata da Stanley Tucci e da Campbell Scott sorprendeva l’ambiente del cinema indipendente americano con Big night, una sorprendente e originale commedia brillante incentrata sui sacrifici e sui sogni di alcuni italiani emigrati negli Usa.

Ancora oggi il film è considerato tra le migliori commedie di ambito culinario mai realizzate, con un ritmo sorprendente, una regia attenta e controllata e l’incredibile prova dei due protagonisti, con un continuo e complesso alternarsi di registri comici e drammatici.

Dei due registi soprattutto l’italo americano Stanley Tucci risultava coinvolto nel film a più livelli, come attore protagonista, sceneggiatore assieme al cugino Joseph Tropiano e avendo inoltre coinvolto nella lavorazione anche la sorella, Christine, come attrice e la madre nella preparazione dei numerosi e succulenti piatti.

Anche Campbell Scott, noto per Il tè nel deserto di Bertolucci, è presente nel film nella duplice veste di regista e attore, ma in un ruolo minore: tra gli attori svetta poi la prova di Ian Holm, grande interprete britannico.

Dietro la perfetta ricostruzione storica dell’atmosfera di un tipico ristorante italiano anni ‘50 è presente fortemente nel film, con un tono dolce-amaro, una riflessione sull’allora assai probabile fallimento del sogno americano per molti emigranti nostri compaesani: molto argutamente l’opera mette in evidenza le profonde differenze culturali e sociali che esistevano tra gli agiati americani e gli italiani che con ostentata cocciutaggine insistevano nel voler proporre le loro tradizioni importate, in questo caso culinarie, integralmente e senza mediazioni con chi li ospita.

Attraverso la metafora gastronomica di chi ordina “risotto con contorno di spaghetti” viene nel film evidenziato quel gap probabilmente incolmabile esistente tra il consumismo più sfrenato ed un mondo mediterraneo qualitativamente superiore ma che per sopravvivere deve comunque accettare di essere stravolto e di sottostare a sistemi economici più floridi.

Tucci, poi diventato una star con film come Il bacio della morte e Il diavolo veste Prada è originario della Calabria, il padre era di Cosenza, la mamma di Cittanova, ma per la versione italiana si ricorse ad un diverso dialetto, l’abruzzese della costa, affidandosi alla bravura di due grandi professionisti del doppiaggio, Stefano De Sando e Roberto Pedicini.

Grazie a questa scelta linguistica particolare il film assume toni comici esilaranti, a tratti anche surreali: mitica e ormai famosissima la scena della preparazione di un enorme timballo, l’arma segreta per salvare il loro ristorante, che viene farcito ad arte dai due protagonisti con maccheroni, uova lesse, provola, scamorza, mozzarella, carne: in Italia a seconda delle regioni, è diffuso dall’Abruzzo alla Sicilia, questo piatto esagerato viene chiamato con diversi nomi, timpano, bomba, pasticcio.

Anche quando poi, alla fine del film, tutto sembra volgere al peggio, è ancora una volta la preparazione di un piatto, una saporita frittata, in una sequenza molto bella, girata in piano sequenza e senza dialoghi, a lasciare ai protagonisti e agli spettatori uno spiraglio aperto, una speranza di rinascita.

“Primo e Secondo Pileggi sono due fratelli di origine abruzzese proprietari di un piccolo ristorante italiano sulla Costa Orientale degli Stati Uniti, ma i loro affari vanno male perché i due non riescono a gestire in accordo il locale. Primo, lo chef, è irremovibile nel proporre solo piatti italiani. Secondo, il maitre, vorrebbe invece aprirsi ai gusti degli americani. Una sera arriva la notizia che un famoso cantante italoamericano sarà loro ospite a cena, e decidono quindi di dare fondo alle loro ultime risorse e di realizzare un gigantesco timballo che dovrebbe nelle loro previsioni impressionare l’artista e salvare il loro ristorante…”.

Regia: Stanley Tucci, Campbell Scott
Sceneggiatura: Joseph Tropiano, Stanley Tucci
Fotografia: Ken Kelsch
Montaggio: Suzy Elmiger
Scenografia: Andrew Jackness
Musiche: Gary De Michele
Origine: Usa, 1996 107 min. colore
Interpreti: Stanley Tucci, Tony Shalhoub, Marc Anthony, Minnie Driver, Ian Holm, Isabella Rossellini, Campbell Scott, Allison Janney

*critico cinematografico

Articoli correlati