FRANCO E CICCIO E QUELL’INCIDENTE STRADALE A L’AQUILA CHE GLI PORTÒ FORTUNA

L’AQUILA – Francesco Benenato detto Franco e Francesco Ingrassia detto Ciccio sono stati una straordinaria coppia comica del cinema italiano, ma forse oggi a causa del tempo trascorso non si ha la precisa percezione di quanto questi due attori siciliani siano stati importanti per la settima arte del nostro paese.

Oltre al grande successo popolare, che li rese, negli anni ‘60 e ’70, delle vere e proprie icone comiche, ad impressionare è un dato in particolare: insieme hanno interpretato ben 110 film e per un periodo lunghissimo i loro incassi hanno costituito il dieci per cento di quelli annuali italiani.

Oggi sappiamo, lo hanno dichiarato gli stessi produttori cinematografici dell’epoca, che è grazie ai soldi derivanti dai loro continui successi al botteghino che era poi possibile investire su registi quotati ma di scarso successo commerciale, come Michelangelo Antonioni e Pier Paolo Pasolini, e anzi quest’ultimo, che adorava i due comici, si sdebitò personalmente scegliendoli come protagonisti assieme a Totò del bellissimo e poetico Cosa sono le nuvole, episodio di Capriccio all’italiana.

Ma per i due simpatici e bravi attori palermitani non furono sempre rose e fiori, anzi, i loro inizi furono assai difficili e la gavetta per entrare nel mondo dello spettacolo lunga e faticosa: lo stesso Ciccio nelle sue memorie racconta che una volta, nel 1957, era talmente intontito dalla fame e dal freddo che ad Atri (Teramo), in tournée con una sgangherata compagnia teatrale, si mise a camminare per strada in mezzo alla neve senza accorgersi che aveva dimenticato i pantaloni.

Ma un altro episodio avvenuto in Abruzzo avrebbe cambiato per sempre il loro destino, e il fatto si verificò nel 1960, quando la coppia appena costituitasi rimase coinvolta insieme agli altri artisti della modesta compagnia con cui lavorava in un gravissimo incidente stradale, a L’Aquila.

Il pullman che trasportava gli artisti da Rieti verso il Teatro Massimo di Pescara precipitò in un burrone mentre affrontava i tortuosi tornanti di Porta Napoli e ci furono due morti, il capocomico Giovanni Di Renzo e una giovane fisarmonicista: tutti gli altri passeggeri furono trasportati all’Ospedale San Salvatore, dove diverse fonti raccontano che alcuni di loro riuscirono a farsi ricoverare pur non essendo in gravi condizioni, e questo per avere vitto e alloggio gratuiti.

Si racconta anche di una colletta e di un intervento del Comune per aiutare quella sfortunata compagnia di artisti, ma in realtà accadde che il fatto suscitò per la prima volta anche l’attenzione della stampa, che rese noti i loro nomi parlando dell’incidente e della “forzata convalescenza”, aiutandoli a farsi conoscere, soprattutto Franco e Ciccio, se è vero che appena pochi mesi dopo furono chiamati a debuttare al cinema nel film Appuntamento a Ischia, voluti personalmente dal grande Domenico Modugno.

Un episodio particolare, quello dell’incidente aquilano, che pur nella tragedia della perdita di due vite seppe però regalare una speranza e una possibilità per la futura fama ai due artisti più promettenti di quella scalcinata compagnia teatrale, figlia di un’Italia che oggi non esiste più.

Il relitto del pullman ormai inservibile fu poi nel tempo rimosso dal burrone di Porta Napoli e trasportato in un prato a fianco del Viale della stazione, dove è rimasto abbandonato per più di quarant’anni, a ricordo, per chi sapeva, del particolare evento di cui fu protagonista. E forse fu proprio la mano di qualcuno che sapeva, ad aver lasciato, un giorno di tanti anni fa, una rosa vicino alla carcassa del pullman.

*critico cinematografico

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