IL BABY PIANISTA E IL GRANDE DIRETTORE AL FESTIVAL DI TAGLIACOZZO

TAGLIACOZZO – Il 16 agosto nella magnifica cornice del Chiostro di San Francesco a Tagliacozzo (L’Aquila) Jacopo Sipari mette insieme due talenti della musica classica italiana per un programma assolutamente unico. Con loro l’Orchestra di Stato di Georgia.

“Uno dei concerti per Pianoforte e Orchestra più noti di Beethoven e il capolavoro di Stravinskij, l’Uccello di Fuoco, insieme in un programma di grande emozione – dice il maestro in una nota – Ho pensato di unire un grande direttore d’orchestra come Francesco Di Mauro, allievo del leggendario Sergiu Celibidache con il giovanissimo pianista quattordicenne Francesco Navelli per un concerto assolutamente emozionante che restasse nella storia del Festival. Inutile ricordare quanto importante sia poi il ruolo dell’Orchestra nazionale Georgiana”.

Diplomatosi in Violino e Viola conseguiti con il massimo dei voti, Di Mauro ha completato la sua formazione conseguendo i diplomi in Composizione ed Analisi sotto la guida di Robert Rudolf e Philippe Capdenat. Ha conseguito il diploma ed il primo premio con medaglia d’oro in Direzione d’Orchestra presso il Conservatorio di Parigi, sotto la guida di celebri maestri come Sergiu Celibidache e Henri-Claude Fantapié.

Nel 1999 ottiene la sua prima nomina come Direttore Stabile dell’Orchestra Sinfonica Statale di Pazardjik della Bulgaria, nel 2000 è nominato Primo Direttore Ospite Principale del Teatro Bergeries di Parigi. La sua carriera internazionale si sta sviluppando con impegni presso prestigiose istituzioni musicali come l’Opera Hall di Toronto, il Teatro Nazionale dell’Opera di Zagabria, il Teatro dell’Opera Nazionale da Camera di Varsavia, il Teatro dell’Opera di Danzica, l’Orchestra Filarmonica di Cracovia, l’Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo, l’Orchestra della Radio Televisione di Sofia, l’Orchestra Filarmonica di Kiev, l’Orchestra Filarmonica Toscanini di Parma, l’Orchestra di Denver, l’Orchestra Sinfonica i Città del Messico, l’Orchestra Sinfonica di Brasilia. Dal 2005 è Direttore Artistico dell’Orchestra Sinfonica Siciliana.

Con il Lui la prima parte è affidata alle dita del giovanissimo talento italiano Francesco Navelli. Nato nel 2003, si afferma in diversi concorsi nazionali ed internazionali. A soli 13 anni entra all’Accademia Pianistica Internazionale “Incontri col Maestro” di Imola, dove studia tuttora col maestro Leonid Margarius. Studia con Alexander Romanovsky e Alexia Mouza.

Il giovane Maestro porta a Tagliacozzo uno dei concerti più belli di Beethoven, il concerto per pianoforte e orchestra n. 3 composto nel 1800. È il primo pezzo per strumento solista e orchestra che rechi inconfondibili le tracce del genio beethoveniano. Ancora una volta la tonalità di do minore serve a Beethoven per scolpire uno dei suoi temi più plastici e incisivi: è la prima idea del concerto che dà a tutto il pezzo un respiro veramente sinfonico, opponendosi più avanti al soave tema cantabile in mi bemolle.

Il pianoforte acquista il ruolo di solista in vigorosa dialettica con la massa orchestrale, si definisce nella sua personalità di strumento inteso già quasi in senso romantico, capace di palpitanti voli lirici e drammatici. Il “Largo” centrale ci porta lontanissimi: è uno stacco netto dall’atmosfera del primo tempo, stacco che si avverte anche nell’impianto più sereno di tutta questa parte, in cui il pianoforte si inserisce nel dialogo orchestrale con disegni sempre rinnovati e suadenti. Infine un “Rondò” dal clima poetico tipicamente beethoveniano: gioia spensierata e humour cordiale caratterizzano i cangianti dialoghi tra solista e orchestra.

Nella seconda parte Sipari porta a Tagliacozzo il suo amore incondizionato per la musica russa con uno dei capolavori indiscussi di tutti i tempi: l’uccello di fuoco con musica di Igor Stravinskij.

È il primo grande balletto del musicista russo, seguito di lì a poco da Petruška nel 1911 e da La sagra della primavera nel 1913. Il balletto venne riscritto dallo stesso autore in forma di suite sinfonica nel 1911, nel 1919 e poi in una nuova versione nel 1945, quella eseguita al Tagliacozzo Festival.

La musica dell’Uccello di fuoco deve molto a Ciaikovskij e Rimskij-Korsakov; la novità e l’arditezza del linguaggio stravinskiano ne fanno però un’opera che si discosta da qualunque modello; per la potenza del discorso musicale, per l’autonomia del ritmo, per l’uso inconsueto dei timbri puri degli strumenti e per l’arditezza armonica si può ben dire che “Stravinskij ha acceso la prima esca nella compagine strumentale dell’orchestra ottocentesca” (R. Vlad).

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