“IL DIVORZIO”, IL FILM IN CUI GASSMAN “PROFETIZZAVA” L’INSICUREZZA DEI VIADOTTI ABRUZZESI

L’AQUILA – La coincidenza è impressionante, e a riascoltare oggi le parole pronunciate nel 1970 nel film Il divorzio dal grande Vittorio Gassman, si resta di stucco, soprattutto dopo la tragedia del ponte Morandi di Genova e le polemiche attuali legate alle presunte mancate manutenzioni e al conseguente rischio di crolli dei viadotti autostradali abruzzesi.

In quell’anno l’attore fu protagonista di Il divorzio di Romolo Guerrieri, nel ruolo di un ingegnere in procinto di separarsi dalla moglie e una scena del film lo vedeva impegnato a fare un sopralluogo in un cantiere edile, dove si stava costruendo un ponte autostradale: in realtà quelle scene che nel film non vengono meglio denominate furono girate in Abruzzo, nell’autentico cantiere dell’autostrada A24 Roma-L’Aquila, all’altezza del viadotto di Pietrasecca.

Il viadotto, altissimo, poi negli anni fu utilizzato come set per molti film, tra cui Romanzo popolare di Monicelli, Non si sevizia un paperino di Fulci, L’Italia s’è rotta di Steno, I corpi presentano tracce di violenza carnale di Sergio Martino, Liberi, armati, pericolosi sempre di Romolo Guerrieri.

In seguito poi questo posto salì purtroppo all’onore delle cronache per alcuni suicidi che qui avvennero, tra cui uno riguardante una intera famiglia, procurandogli nel corso degli anni una triste nomea.

Ma a colpire oggi sono le precise parole che Leonardo Nenci, l’ingegnere edile interpretato da Gassman, pronunciava nel cantiere, prima rivolto a un operaio, “A Romolé, vacce piano col cemento, che costa” e poi soprattutto al collega Piero, interpretato da Nino Castelnuovo: “Piero i tuoi calcoli mica vanno bene eh…”. Rispondeva quindi l’amico: “Ma scusa, non devono essere esatti?”, e Leonardo: ”No! No! Scusa eh, qualche cosa sul materiale il costruttore risparmia sempre, il ponte crolla e tu vai in galera… fatti furbo, pensa per te, caricati il 10 per cento…”.

A distanza di 48 anni e con le attuali polemiche e preoccupazioni sorte in questi giorni per presunte carenze nella manutenzione di questo e di altri viadotti abruzzesi, queste frasi riecheggiano sinistre: certo, si tratta solo di un film, ma la crudezza del discorso tra i protagonisti, e le coincidenze portano comunque a riflettere, perché un film è comunque sempre ispirato da percezioni collegate a sensazioni reali.

Il divorzio all’epoca fece scandalo anche per il modo con il quale affrontava il tema della separazione legale tra coniugi, che in quegli anni aveva suscitato infinite discussioni e polemiche di natura morale, etica, politica e religiosa.

Il regista Romolo Guerrieri, al secolo Romolo Girolami, fratello di Marino e zio di Enzo G. Castellari, individuò in Vittorio Gassman, all’epoca quasi cinquantenne, il giusto protagonista di una vicenda a tratti raccontata in modo brillante e divertito, a tratti invece, soprattutto nella seconda parte, dolente e impietosa nell’analisi del comportamento finto progressista dell’italiano medio.

“L’ingegnere Leonardo, stanco della vita coniugale, decide di separarsi dalla moglie dopo quindici anni di matrimonio, desideroso di riacquistare la liberta: ha relazioni con diverse donne, alcune molto giovani ed emancipate, alla ricerca di una seconda, imrpobabile, nuova giovinezza…”.

Regia: Romolo Guerrieri
Sceneggiatura: Alberto Silvestri, Franco Verrucci
Fotografia: Sante Achilli
Montaggio: Sergio Montanari
Musiche: Fred Bongusto
Produzione: Mario Cecchi Gori
100 min. Colore
Interpreti: Vittorio Gassman, Anna Moffo, Nino Castelnuovo, Clara Colosimo, Umberto D’Orsi, Anita Ekberg, Riccardo Garrone, Alessandro Momo, Francesco Mulè, Tiberio Murgia, Massimo Serato, Mario Brega

*critico cinematografico

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