ITALIA GRAND TOUR, SU RAI STORIA DOCUMENTARIO DI DUE TRENTENNI PESCARESI

PESCARA – Lunedì 17 dicembre alle 22,40, su Rai Storia, va in onda Italia Grand Tour, un documentario di trenta minuti scritto e condotto da Alice Lizza e diretto da Davide Starinieri, due trentenni pescaresi da tempo impegnati in produzioni per importanti reti televisive nazionali.

Il programma si ispira infatti a quel lungo viaggio iniziatico che i giovani europei del 17esimo, 18esimo e 19esimo secolo effettuavano per perfezionare il proprio sapere e fare il pieno d’arte e cultura rinascimentale e classica. Un’educazione sentimentale dal taglio itinerante che vedeva nell’Italia la sua meta principale e ideale, e che ha dato origine al turismo moderno.

Dal Museo Egizio di Torino alla Villa dei mosaici di Spello, dai castelli medievali di Assisi al Teatro San Carlo di Napoli, dal Museo del Vetro di Murano a Matera, capitale continentale della cultura nel 2019. Italia Grand Tour mette al centro del suo racconto sei luoghi paradigmatici del nostro patrimonio culturale, sei eccellenze che la Commissione europea ha contribuito a preservare, tra le centinaia di siti tricolori valorizzati e “curati” grazie ai finanziamenti europei per la cultura, lo sviluppo dei territori e la tutela dell’ambiente.

Voci narranti di questo viaggio nel tempo e nello spazio che chiude l’Anno Europeo del Patrimonio Culturale, saranno direttori di musei, storici, archeologi e professori universitari, tutti intervistati da Alice Lizza.

Spiegano Alice Lizza e Davide Starinieri, videomaker e inviata tv la prima, regista il secondo, tutti e due nati a Pescara: “Dopo anni di viaggi all’estero, esplorando il mondo con i nostri documentari, raccontare l’Italia è stata una riscoperta straordinaria. In Italia Grand Tour abbiamo percorso il nostro Paese un po’ come facevano i giovani europei di qualche secolo fa, che ne restavano abbagliati. In ognuna delle città visitate, narriamo di meraviglie storiche e artistiche che continuano immancabilmente a lasciare di stucco i turisti, i ricercatori e gli stessi cittadini residenti. E poi parlare di conoscenza oggi, in un momento storico di grande impoverimento di valori, costituisce un dovere, una missione che abbiamo accettato con entusiasmo. Il 2018 è stato l’Anno Europeo del Patrimonio Culturale, 365 giorni per far riscoprire ai cittadini del Vecchio continente il valore della cultura custodita in ogni sua nazione: un modo per parlare quindi non soltanto dell’Italia, ma dell’intera Europa. Di un’Europa unita da radici comuni e da un sapere condiviso; di un’Europa attraversata, per secoli, da viaggiatori e pensatori illuminati che l’hanno costruita passo dopo passo, con amore e dedizioni assoluti”.

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