JERRY LEWIS E DEAN MARTIN, QUELLA COPPIA “ABRUZZESE” CHE CONOBBE IL SUCCESSO NEGLI USA

L’AQUILA – La lista dei grandi artisti internazionali di origine abruzzese legati in qualche modo al mondo del cinema è lunga e sorprendente dal momento che annovera grandissimi nomi tra registi, attori e compositori: si va ad esempio dai fratelli Penny e Garry Marshall, registi di successo, figli di Tony Masciarelli originario di San Martino sulla Marrucina (Chieti) al cantante e attore Perry Como, vero nome Pierino, di Palena (Chieti), da Henry Mancini creatore delle note de “La pantera rosa”, di Scanno (L’Aquila), a John Fante di Torricella Peligna, (Chieti), passando per Madonna di Pacentro (L’Aquila) e Michael Bublé nipote di Iolanda Moscone di Carrufo, frazione di Villa Santa Lucia (L’Aquila), e che conobbe il suo futuro marito a Pescara.

Una lista lunga, dicevamo, che sa di nomi americanizzati volutamente per tentare la via dello spettacolo, oppure storpiati inavvertitamente all’ufficio immigrazione di New York, come accadde all’avellinese futuro comico Andy Luotto, che si ritrovò il nome di battesimo trasformato per sempre in “Andonio”.

Una lista che sa di interminabili quarantene ad Ellis Island, di fronte alla Statua della Libertà che ti guardava beffarda e che ti chiedeva ulteriori sacrifici prima di lasciarti entrare: tempi di lunghi viaggi in nave in mezzo ai topi, tempi di valigie di cartone e di sofferenze e di addii a volte definitivi.

Storie a volte in parte alleviate dal successo di chi ce l’ha fatta, soprattutto dagli artisti, il cui successo rendeva fiero ed orgoglioso anche chi era rimasto al paese: dalla lista precedente ho tenuto volutamente per ultimo un nome importante, quello del grande Dean Martin, al secolo Dino Paul Crocetti, figlio di un barbiere originario di Montesilvano (Pescara), a cui da qualche anno è stato giustamente dedicato nella bella città di mare uno dei più grandi centri congressi d’Abruzzo.

Dean Martin formò assieme a Jerry Lewis, dal 1946 al 1956, un formidabile sodalizio artistico, forse il duo più famoso di sempre insieme a quelli costituiti da Stanlio e Ollio e da Fred Astaire e Ginger Rogers: ebbene la famiglia di Dean Martin era in contatto con quella della bella e famosa cantante e soubrette Patti Palmer, che in realtà si chiamava Pasqualina Calonico ed era figlia di Maria Rotellini, una ragazza partita per l’America da Paganica (L’Aquila).

Patti aveva da poco sposato un giovane comico di origine ebrea, Jerry Lewis appunto: lui e Dean divennero amici e appena arrivò l’occasione debuttarono insieme, al Club 500 di Atlantic City, e da quel momento il successo fu incredibile, con 16 pellicole di successo realizzate insieme.

Nell’estate del 1953 finalmente, come racconta lo storico Raffaele Alloggia nel suo bel volume dedicato alla coppia, Patti e Jerry si recarono a Paganica, a trovare i parenti: di quella improvvisa visita rimangono oggi alcune suggestive piccole fotografie, nel bellissimo stile in bianco e nero dell’epoca, fotografie che ritraggono una commossa Patti a contatto con la famiglia ritrovata, ma anche un Jerry a tratti imbarazzato, forse per la situazione di povertà, dignitosa ma comunque ancora reale, che si poteva ravvisare all’epoca nelle nostre zone.

Indimenticabile però lo scatto che ritrae il “picchiatello” impegnato a divorare dall’alto una cascata di spaghetti al ragù preparati dalle zie di sua moglie.

Un legame molto forte quello di Dean Martin e Jerry Lewis con l’Abruzzo, che curiosamente li unì ancora di più negli anni del loro sodalizio artistico, che poi si interruppe per sempre nel 1956.

Anche il rapporto di Jerry con Patti divenne problematico, fino al divorzio nel 1981, con i due che rimasero comunque in buoni rapporti, purtroppo la stessa cosa non accadde con i sei figli avuti insieme, dal momento che nel 2017, in punto di morte, l’attore ha provveduto a escluderli dalla sua eredità.

Ma al di là delle vicende familiari resta l’orgoglio di avere abruzzesi, di origine come Dean e Patti, o acquisiti come Jerry, che hanno fatto la storia del cinema mondiale.

La “vicinanza” con la nostra cultura non è un caso, non può esserlo, e gli altri grandi, anche nel campo delle altre arti, lo ricordano, quotidianamente: si tratta indubbiamente di un dna indelebile fatto di tenacia e sofferenza, e che al di là della retorica ci rende indubbiamente fieri.

Le foto sono tratte dal volume Patty Palmer e Jerry Lewis di Raffaele Alloggia, Infomedia Group 2004.

*critico cinematografico

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