NUOVO CD DEL CORO DELLA PORTELLA CELEBRA CENTENARIO GRANDE GUERRA

L’AQUILA – Il Coro della Portella ha realizzato un nuovo cd che verrà presentato a L’Aquila lunedì 12 novembre alle ore 18,00 presso l’Auditorium del Parco, in collaborazione col 9° Reggimento alpini L’Aquila. Il titolo del disco è La sera dei baciCanti di guerra e d’amore nell’anniversario del primo conflitto mondiale.

La pubblicazione del cd conclude infatti un ciclo di concerti dedicati al centenario della Grande Guerra, che ha visto impegnato il Coro della Portella durante tutto il 2017 ed il 2018 in diversi centri della provincia dell’Aquila.

Il ricordo di alcuni eroi abruzzesi in varie manifestazioni commemorative, come il colonnello Francesco Rossi a Paganica, o il tenente di vascello Andrea Bafile a Monticchio, fino al più semplice soldato rievocato nelle lettere dal fronte a Carrufo, ha trovato proprio nei canti militari il compendio più toccante e suggestivo per una lettura più completa ed emozionante del dato storico.

Il disco raccoglie 15 canti alpini, nati al fronte o rielaborati su antiche melodie popolari, dove si mescolano le pulsioni contrastanti della paura e della fatica, dell’accettazione virile della guerra, dell’amore per la vita e del senso dell’onore, senza alcuno spazio per l’odio o la tracotanza e sempre all’interno di un sostanziale antibellicismo.

Il disco inizia con Ti ricordi la sera dei baci, canto struggente di un alpino che non è più tornato a casa, nel ricordo della sua ragazza che aveva promesso di sposare. Al tema della amara partenza verso l’ignoto si ispirano sia E col cifolo del vapore che La tradotta, entrambi caratterizzati da cadenze particolarmente tristi e solenni. Questo clima epico e allo stesso tempo umano emana anche da Monte Nero, costruito dopo la omonima battaglia sull’aria di un antico canto milanese, e restituitoci dalla solenne armonizzazione di Teo Usuelli.

Vengono poi Era sera e Sui monti fioccano, dove la guerra e il sentimento dell’amore si mescolano spesso nei ricordi della “morosa” e nelle sgrammaticate lettere dal fronte. L’orgogliosa appartenenza ad un corpo speciale, temprato dal duro confronto con l’ambiente montano, ma in qualche modo risarcito dalla purezza dell’aria e dalla vicinanza col cielo, viene variamente rivendicata dagli alpini in Monte Cauriol, Oi cara mamma e La penna dell’alpino.

Seguono quindi Senti cara Nineta, canto dei coscritti veronesi, e Monte Canino, forse il brano più straordinariamente evocativo della guerra di trincea. Non meno carichi di pathos sono E Cadorna manda a dire, altro prezioso dono della sensibilità musicale di Usuelli, che Era una notte che pioveva, canto per antonomasia del servizio di sentinella.

Conclude la raccolta un brano notissimo, nato nel 1528 in memoria del capitano marchese di Saluzzo e passato da esercito a esercito agli alpini, che lo fecero proprio nelle trincee del primo conflitto mondiale col titolo del Testamento del capitano.

In definitiva il disco intende documentare il lavoro di diffusione e di valorizzazione svolto dal coro. E nel contempo vuole rappresentare un utile strumento per estendere la rievocazione della Grande Guerra ben oltre i confini temporali della commemorazione del Centenario.

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