QUANTI SANNO CHE IL CASTELLO PIÙ UTILIZZATO NEL CINEMA ITALIANO SI TROVA IN ABRUZZO?

BALSORANO – Quante volte guardando un film abbiamo provato la sensazione di essere già stati fisicamente nel luogo utilizzato per le riprese? Il fenomeno avviene soprattutto con castelli, ville, borghi antichi: una sorta di dejavu che normalmente dura lo spazio di un secondo, e che poi ci abbandona subito, per farci tornare a concentrare sulla vicenda narrata sullo schermo. Eppure per una frazione di secondo ci è sembrato di riconoscere quei luoghi.

Può accadere che sia il nostro cervello ad alterare i nostri ricordi, ma in realtà molto spesso si tratta di una sensazione corretta, soprattutto se vivete nelle regioni del centro Italia, e il motivo è presto spiegato: sono luoghi vicini a Roma, a Cinecittà.

Negli anni d’oro del cinema italiano si affermarono diversi generi popolari tra i quali il cosiddetto cappa e spada e l’horror, che necessitavano di location spettacolari e allora, per risparmiare sui costi di produzione, i registi e gli scenografi erano costantemente alla ricerca di luoghi suggestivi ed intatti possibilmente vicini a Roma.

Questi i motivi per cui alcuni di questi posti sono noti, perché si tendeva ad utilizzare sempre gli stessi. Il maniero più utilizzato nel cinema italiano è senza ombra di dubbio lo splendido Castello di Balsorano, detto Piccolomini dal nome della famiglia nobile proprietaria fino al 1700, situato nella frazione di Balsorano Vecchio, nella Marsica, in provincia dell’Aquila.

La meravigliosa costruzione era ben conservata e distava solo un’ora di macchina da Cinecittà e in più offriva la possibilità di poter ospitare l’intera troupe durante le riprese, garantendo quindi tempi di lavorazione ottimizzati e anche la massima discrezione sulle riprese: in pratica tutto quello che un regista poteva desiderare.

Scorrere il lungo e variegato elenco delle produzioni qui realizzate corrisponde a ripercorrere uno straordinario viaggio nell’epoca più florida del cinema italiano.

A Balsorano furono ambientati più di trenta film, molti storici, ma anche horror con il mitico attore britannico Cristopher Lee, musicarelli, polizieschi, d’avventura, comici con la supercoppia Franco e Ciccio e commedie brillanti con il grande Sordi e con Dorelli, fino al genere erotico e addirittura a qualche porno: accadde nei primi anni 90, quando ormai per il cinema classico di genere era iniziato l’inevitabile declino.

Il castello fu eretto intorno al 1460 da Antonio Todeschini Piccolomini, nipote di Papa Pio II, e appartenne nei secoli a varie famiglie nobiliari tra cui i Lefebvre, fino agli attuali proprietari Fiastri Zannelli, che ne hanno ricavato un albergo con annesso ristorante.

Monumento nazionale dal 1902, fu parzialmente danneggiato dal terremoto del 1915. Impreziosito da bifore e trifore conserva scorci preziosi e al suo interno numerosi dipinti e armi medievali originali.

Tra i film qui girati ricordiamo La cripta e l’incubo (1964), Il boia scarlatto (1965), A come assassino (1966), Sette donne contro due 07 (1967), Trappola per sette spie (1967), Assassino senza volto (1968), Pensiero d’amore (1969), Lady Barbara (1970), Esotika, erotika, psikotica (1970), Riuscirà il nostro eroe a ritrovare il più grande diamante del mondo? (1971), La figlia di Frankenstein (1971), Metti lo diavolo tuo ne lo mio inferno (1972) , Canterbury n. 2 – Nuove storie d’amore del ‘300 (1972), Continuavano a mettere lo diavolo ne lo inferno (1973), Riti, magie nere e segrete orge del Trecento (1973), Il plenilunio delle vergini (1973), Farfallon (1974), La sanguisuga conduce la danza (1975), Il comune senso del pudore (1976), Suor Emanuelle (1977), Malabimba (1979), C’è un fantasma nel mio letto (1981), Bollenti spiriti (1981), Ator 2 L’invincibile Orion (1984).

*critico cinematografico

L’uscita del mio volume Il cinema forte e gentile, dedicato ai film girati nella nostro stupendo Abruzzo, credo possa costituire anche uno stimolo per porre la giusta attenzione verso opere non sempre note che fanno parte di diritto della storia del nostro territorio e che spesso ne hanno fatto conoscere ovunque le bellezze e le tradizioni!

Sfogliando insieme le pagine della pubblicazione, realizzata con la preziosa collaborazione della casa editrice Arkhè, mi soffermerò con i lettori di Virtù Quotidiane sui momenti a mio parere più interessanti, raccontandovi aneddoti e tanti particolari sui luoghi scelti per quei film: mettiamoci quindi in marcia, alla scoperta, come è tradizione delle pagine che ci ospitano, del bello nascosto e dei piccoli segreti anche cinematografici di questa nostra terra meravigliosa…

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