SAGRE: INSORGE IL COSPA, IN ABRUZZO HANNO IL SAPORE DEL DISCOUNT

OFENA – Le sagre dovrebbero sponsorizzare i prodotti locali, invece sanno di Eurospin; un po’ la colpa sono i regolamenti europei e dei sindaci che non sono capaci di imporsi con le deroghe, misure restrittive dunque sulla manipolazione di bevande ed alimenti che distruggono la tipicità dei nostri prodotti.

La denuncia arriva dall’associazione di allevatori Cospa.

Se la pecora alla cottora o alla chiaranese si cucinava con i vecchi pentoloni di rame alimentati a legna, con le nuove disposizioni non è più possibile – si legge in una nota – Gli arrosticini, famosi di essere stati inventati in Abruzzo e precisamente presso la basilica di San Bartolomeo a Carpineto della Nora in occasione di un evento fieristico ormai in disuso non sono più quelli di una volta, le pecore vengono dall’estero, le canaline in acciaio inox e poi arriva la grande invenzione della cappa all’aperto.

Qualcuno – prosegue il Cospa – ci deve spiegare a cosa serve una cappa aspira fumo, che di fatto lo sposta dal luogo di cottura di pochi metri a seconda di come tira l’aria.

Mio padre – dice Dino Rossi – ancora adesso racconta delle pecore ammazzate sul posto e trasformate in spiedini, cotti al momento e venduti in occasione della fiera di San Bartolomeo proprio davanti la basilica: altro che tracciabilità! Oggi, le Pro loco, che di pro hanno solo il nome,le materie prime le acquistano ai fornitori dei supermercati e non dalle aziende agricole locali.

Troviamo nei menù le patatine congelate e fritte con l’olio di semi vari, uno dei più scadenti, quando sarebbero più saporite le patate appena scavate e fritte alla “fressora” con l’olio d’oliva del posto, oppure gli arrosticini cotti con una canalina in ferro e la carne di pecora nostrana infilata nei ceppi delle ginestre!

Molto spesso vengono cucinati gnocchi, acquistati anche loro, con salsa di pomodoro commerciale, serviti con una spolverata di parmigiano e non con il pecorino locale come da tradizione. I muri dei paesi tappezzati di manifesti forvianti con scritte invitanti come “formaggio di montagna, “le magnà de na vote”, ma nessuno sponsorizza le ditte locali.

In Abruzzo – prosegue la nota – ci sono parecchie aziende di prodotti tipici, come formaggi, dolci, passata di pomodoro, olio e vino, molte di queste hanno ancora i magazzini pieni a causa della neve e degli eventi tellurici che hanno intimorito i turisti, ma nessuno delle pro-loco si sono poste il problema, hanno seguitato come di abitudine ad acquistare ai fornitori della grande distribuzione.

Intanto, i turisti che vengono alle sagre pagano molto salato un piatto servito al banco per poi arrancarsi a trovare un posto a sedere, credendo di mangiare qualcosa di tipico, invece mangia le stesse cose di casa sua acquistate a l’Eurospin.

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