I SEGRETI DEL GRAN SASSO CON EMILIANO CIPRIANI: L’ACCOMPAGNATORE DI MEDIA MONTAGNA SI RIVELA, TRA PASSIONE E LAVORO

L’AQUILA – L’Abruzzo montano è un territorio meraviglioso, per certi versi unico. Ma è anche impervio e difficile da vivere, sotto diversi punti di vista. Tuttavia ci sono tanti giovani che amano l’ambiente che li circonda, conoscono a menadito il territorio dove sono cresciuti e cercano anche per questo di trasformare le passioni in lavoro.

È il caso di Emiliano Cipriani, 32 anni trascorsi all’Aquila. Da tempo Emiliano guida abruzzesi e turisti per i sentieri delle montagne delle aree interne appenniniche. È infatti un accompagnatore di media montagna – che tra addetti ai lavori si abbrevia in Amm – e ha avviato la sua professione in virtù della passione per la natura, che gli ha trasmesso il padre fin da bambino.

Nel 2015, grazie a un corso di formazione durato quasi un anno, ha fatto il salto di qualità: oggi accompagna persone principalmente sul Gran Sasso, sui Monti della Laga, fino al Sirente. Non tutti possono fare le guide in montagna, ci vuole preparazione, competenza e una formazione sufficiente. L’accompagnatore di media montagna si distingue dalla guida alpina (ma entrambe le figure sono iscritte ai collegi locali delle Guide Alpine) perché non possono utilizzare materiale alpinistico, come gli sci o l’imbraco, ma guidano gruppi su sentieri escursionistici. Non deve trarre in inganno la dicitura “media montagna”, perché in realtà un accompagnatore può portare un gruppo anche sulla vetta del Gran Sasso, a quasi 3 mila metri di altezza. Ma per farlo deve studiare, aggiornarsi costantemente sul primo soccorso, sulla topografica e in altri ambiti, come la meteorologia e la nivologia.

C’è poi un aspetto, fondamentale, che non è soggetto a parametri oggettivi: la percezione di quanto siano in difficoltà o abbiano paura le persone in montagna. Anche da lì si distingue una buona da una cattiva guida: “Nei percorsi più frequentati, come la normale per il Corno Grande, non vado mai con più di sette persone”, racconta Emiliano Cipriani a Virtù Quotidiane.

Il 32enne aquilano, conosciuto da molti in città anche perché da anni è uno dei volti dietro al bancone dell’Irish Café di Pianola, si è associato con la guida alpina Marco Zaffiri, e con altri due accompagnatori di media montagna, Mauro Tiberti e Lorenzo Baldi. Insieme hanno fondato la Mountain Evolution, e con questo strumento associativo organizzano le uscite sulle meraviglie dell’ambiente appenninico aquilano, ma anche eventi e manifestazioni. Ciasp & Folk, per esempio, l’anno scorso ha animato Campotosto (L’Aquila) – il borgo distrutto dal terremoto del 2017 in Alta Valle Aterno – e Castelvecchio Subequo (L’Aquila).

Attivo sia in estate che in inverno, diverse sono le tipologie dell’utenza dell’accompagnatore aquilano, dai camminatori solitari ai gruppi organizzati, fino ad arrivare a un campus universitario romano, con cui ha avuto a che fare la scorsa estate. Ma i sentieri più richiesti a professionisti come Cipriani sono senza dubbio quelli sul Gran Sasso: “Uno dei più battuti è Monte Aquila – confida a questo giornale – perché le persone non vogliono solo camminare, ma passare una giornata tra le meraviglie del territorio, scattare una foto panoramica o bere un aperitivo quando si riscende”. Ed è così, peraltro, che ha stretto un rapporto anche con l’Ostello Campo Imperatore dei fratelli Mancini.

Anche Emiliano, come quasi tutti gli operatori della montagna aquilana, afferma con decisione che le istituzioni non fanno abbastanza per valorizzare il territorio: “Nonostante la situazione sia migliorata negli ultimi anni, manca ancora la cultura di montagna. Dove esiste una terra che ti permette di andare di mattina sui 3 mila metri e di pomeriggio a farti il bagno in una riserva naturale al mare?”, si chiede. Un territorio che offre e garantisce a chi lo abita o lo visita una varietà graduale di tutto il clima mediterraneo: dalle vigne agli ulivi, fino ai pini e all’alta montagna. Ad oggi, tuttavia, con un unico drammatico comun denominatore: la scarsa attrattività turistica.

“Voglio portare le persone in montagna esattamente come quando ci vado con i miei amici – ci tiene a precisare Cipriani – voglio che stiano bene, divertiti, in relax, senza stress né competizioni. Cerco di trasmettere loro queste sensazioni al di là delle nozioni tecniche o delle indicazioni su dove si ci trovi in quel momento”.

Qualche esempio di questo può essere ritrovato nella stessa Campotosto, paese di cui è originario, o nella meravigliosa Cascata della Morricana sui Monti della Laga. Luoghi che sono rimasti nel cuore di chi l’ha visitati insieme all’accompagnatore aquilano.

Con Emiliano e gli accompagnatori di media montagna la montagna diventa confidente e amica. Ci si entra in relazione, in contatto con l’aria buona sul volto, respirando il sapore della libertà.

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