VINITALY: PROTOCOLLO PER LA VALORIZZAZIONE DEI ROSATI, ABRUZZO IN PRIMA LINEA

BARDOLINO – La tradizione del vino rosato italiano si è sviluppata in alcuni territori che hanno costruito nel tempo autonome identità applicando specifiche scelte produttive alle principali varietà autoctone locali. Il fondamento del vino rosato italiano è pertanto costituito da una sequenza virtuosa di interazioni, uniche e non ripetibili altrove, tra il sapere umano e la peculiare vocazione di taluni vitigni tradizionali, taluni suoli e taluni climi.

Tali forme interpretative dell’identità territoriale del vino rosato appartengono a pieno titolo allo straordinario patrimonio della cultura vitivinicola nazionale, rappresentandone alcune delle più rilevanti esperienze storiche. Ne sono esemplificativi i casi del Cerasuolo in Abruzzo, del Rosato in Puglia e del Chiaretto sul lago di Garda, che costituiscono ad oggi i principali capisaldi del panorama del vino rosato italiano a menzione geografica ottenuto da uve autoctone.

Il Consorzio di Tutela dei Vini d’Abruzzo, il Consorzio di Tutela del vino Bardolino, il Consorzio Valtènesi, il Consorzio di Tutela dei Vini Salice Salentino e il Consorzio di Tutela dei Vini Castel del Monte hanno deciso di dar vita ad un protocollo d’intesa orientato alla diffusione, in Italia e all’estero, della cultura e della conoscenza, tuttora purtroppo carenti, del vino rosato autoctono italiano, inteso quale insieme delle singole specificità territoriali.

Il Comitato promotore del progetto mira altresì alla costituzione del Centro del Rosato Autoctono Italiano inteso quale sede di confronto, di promozione e di ricerca, aperto ad altre denominazioni italiane dotate di analogo, storico retaggio culturale. L’accordo paritetico tra i Consorzi di tutela firmatari dell’accordo vede, quale capofila, il Consorzio per la tutela del vino Bardolino doc, che costituisce ad oggi la denominazione di origine maggiormente rappresentativa nell’ambito della produzione di vini rosati da varietà autoctone italiane. Il progetto è stato ispirato dal produttore Luigi Cataldi Madonna, che ha favorito il primo incontro consultivo tra i Consorzi tenutosi a Ortona lo scorso 31 gennaio ad Ortona.

Il Patto d’intesa è stato siglato oggi, sabato 14 aprile, a Bardolino (Verona) nella Villa comunale alla presenza del sindaco della cittadina veneta alla presenza del presidente del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo Valentino Di Campli, del direttore del Consorzio Salice Salentino, Eugenio Manieri, del presidente Alessandro Luzzago e del direttore Alberto Panont del Consorzio Valtènesi e del Consorzio Bardolino con presidente Franco Cristoforetti e direttore Angelo Peretti. Il Consorzio Castel Del Monte ha confermato la propria partecipazione all’intesa tra i 5 Consorzi ed il presidente Francesco Liantonio firmerà il Patto d’intesa nella prima giornata di Vinitaly.

“Si tratta di un progetto importante”, sottolinea in una nota il presidente del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo Valentino Di Campli, “perché punta a creare sinergie comuni in grado di dare il giusto merito e una degna promozione ai rosati italiani da uve autoctone e il nostro Cerasuolo d’Abruzzo non poteva non esserne il protagonista. Oggi il Cerasuolo d’Abruzzo è per lo più consumato dal mercato locale, ma l’obiettivo di questo percorso, avviato oggi, è di farlo conoscere non solo al di fuori dei confini regionali, ma anche all’estero. La condivisione di un progetto comune tra più Consorzi di diverse regioni italiana rappresenta un segnale importante nel mondo produttivo nazionale, a dimostrazione che lavorare insieme nella stessa direzione aiuta tutti”.

La cooperazione tra i cinque Consorzi prenderà il via già da questa edizione di Vinitaly attraverso l’organizzazione di due Masterclass “Chiaretto, Cerasuolo, Rosato: i rosé italiani da uve autoctone” che si terranno martedì 17 alle 11 e alle 15 presso il PalaExpo di Verona Fiere (Sala Argento2) e di uno spazio dedicato ai Rosati da uve autoctone all’interno del padiglione 4 della Lombardia, dove per i quattro giorni della fiera saranno proposti i vini dei cinque Consorzi.

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