A BARISCIANO TORNA LA FIERA DI SANTA CATERINA, DOVE UNA VOLTA SI FISSAVA IL PREZZO DELLO ZAFFERANO

foto Claudio Di Gio Battista

BARISCIANO – Torna la storica fiera di Santa Caterina a Barisciano (L’Aquila). Una fiera rinnovata, incentrata sulla promozione delle eccellenze territoriali e sull’artigianato locale, con due appuntamenti.

Uno il 25 novembre con “diVino in Fiera”, serata di degustazione dei vini del territorio aquilano che l’amministrazione comunale realizza in collaborazione con Ais (Associazione Italiana Sommelier)-delegazione dell’Aquila e l’Associazione Donne di Barisciano. Durante la serata i partecipanti verranno accompagnati dai sommelier e dai produttori in un viaggio alla scoperta di ciò che c’è alla base di un buon bicchiere di vino.

L’altro appuntamento è per il 26 novembre con la storica fiera dove verrà dato spazio alla vendita e alle degustazioni dei prodotti tipici locali, alla esposizione e alla vendita dell’artigianato locale in un apposito spazio realizzato in collaborazione con Confartigianato Imprese Chieti–L’Aquila, verrà inoltre riproposto il percorso di avvicinamento e di conoscenza agli animali da fattoria (mucche, capre, asini, pecore…) grazie alla collaborazione con gli allevatori del paese che tanto successo ha riscosso lo scorso anno.

Il pomeriggio sarà allietato dal circo Zahir, che proporrà uno spettacolo di fachiri, storie di misteri, magia, amore e impertinenza.

I ragazzi della Proloco di Barisciano e i soci dell’Usd Virtus Barisciano prepareranno castagne, zuppa di lenticchie e salsiccia, vino caldo e cioccolata calda, utilizzando prodotti del territorio.

La giornata sarà allietata dalla musica dei Folkavacca. Saranno presenti, anche quest’anno, le bancarelle che da sempre hanno animato le strade principali del nostro paese.

È noto che durante la Fiera di Santa Caterina si svolgesse la cosiddetta “borsa dello zafferano”: i maggiori produttori di zafferano si riunivano nella piazza del paese e iniziava così l’asta che avrebbe fissato il prezzo dell’oro rosso che avrebbe condizionato l’intero mercato. La vendita dello zafferano dava quindi la possibilità ai contadini di acquistare sia le materie prime per prepararsi all’inverno, ormai alle porte, sia tutto ciò che concorreva a formare il corredo per le nozze delle future spose.

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