A BIANCA SAQUELLA IL PREMIO SPAZIO BIANCO 2022


PESCARA – Bianca Saquella, un nome che è una garanzia. Giovane, pescarese, forgiata dal padre Enrico alle responsabilità della vita imprenditoriale, che condivide con i fratelli Arnaldo e Ilaria, ha mostrato grandi qualità anche e soprattutto in questi anni resi complicati sotto molti punti di vista da vicende internazionali di fortissimo impatto negativo. Nei giorni scorsi, Bianca, che rappresenta la quinta generazione dei Saquella alla guida della storica torrefazione fondata nel 1856, ha ricevuto il Premio Spazio Bianco 2022, dedicato all’imprenditoria femminile, per “la resilienza mostrata in questa congiuntura caratterizzata da difficoltà anche per le attività produttive”.

Ideato e curato dal critico d’arte e letterario Massimo Pasqualone, e presieduto da Gisella Bianco, proprietaria dell’omonima Galleria d’arte nel cuore di Pescara, il Premio ha sancito l’eccellente lavoro sin qui svolto da Bianca.

“La nostra è un’azienda storica ma, nello stesso tempo, moderna, dove le pari opportunità sono realtà e non slogan, tanto da essere gestita collegialmente da due donne, io e mia sorella Ilaria, e da un uomo, mio fratello Arnaldo. Saquella 1856 si caratterizza per la qualità del caffè, per la vocazione all’export in decine di paesi, e per la tradizione imprenditoriale legata a doppio nodo alla nostra famiglia”, ha detto l’amministratrice delegata accogliendo l’onorificenza. “Siamo stati resilienti nei periodi più bui, e mi riferisco a quanto successo a causa della pandemia, con la chiusura di ristoranti, caffè, alberghi, dove si sviluppa una parte importante del nostro business. Anche le esportazioni a causa dell’incerta congiuntura internazionale ne hanno molto risentito. L’onda lunga della crisi non è ancora finita, ma noi abbiamo entusiasmo e voglia di fare, d’altra parte la nostra storia parla per noi, siamo una delle torrefazioni italiane più antiche, con tremila clienti nel mondo”.

I numeri dell’azienda, fondata a metà ‘800 dal pioniere Clemente Saquella, sono di tutto rilievo: 1.500 tonnellate di caffè tostato all’anno, il 60 per cento del fatturato derivante dall’export con una massiccia prevalenza nell’area del Mediterraneo e in Germania, e sessanta posti di lavoro in Abruzzo.

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