A MILANO TUTTI PAZZI PER GLI ARROSTICINI CON GLI STREET FOOD DI DUE IMPRENDITORI ABRUZZESI


MILANO – Milano non è solo la città italiana della moda e dell’industria, ma anche della tradizione e della buona cucina.

Lo sa bene Massimiliano Rossi, imprenditore di origini aquilane ma meneghino d’adozione, che da qualche anno è titolare insieme al teatino Giampiero Secondini di alcuni ristoranti abruzzesi sparsi nel capoluogo lombardo: Spiducci per esempio, aperto da nemmeno un anno in zona Isola e di cui Virtù Quotidiane ha già parlato, ma anche Rost Eat, inaugurato 10 anni fa in via Vigevano e Rustell, da 4 anni meta degli amanti degli arrosticini in zona Buonarroti e addirittura recensito dal Corriere della Sera come “uno tra i primi fast food di Milano”.

Tutti collocati in quartieri abbastanza centrali, con i palazzi e gli edifici storici sullo sfondo e tutti allestiti nel tipico stile street food.

“Può darsi che ti venga un attacco di fame improvviso ben oltre l’ora dei pasti o che magari abbia voglia di mangiare velocemente qualcosa  prima ancora di iniziare la serata, sapendo di non voler spendere tanto quanto si spenderebbe in un normale ristorante – dice a Virtù Quotidiane Massimiliano Rossi – . Ecco, nei nostri locali si può fare tutto questo, gustando tra l’altro le migliori pietanze che l’Abruzzo e, in generale, la tradizione culinaria del centro Italia sono in grado di offrire in termini di qualità e sapore”.

Dal pane di San Gregorio, ai taglieri di salumi di Campotosto e ai pecorini locali, passando anche per la porchetta di Campli, le olive locali, i piatti a base di zafferano e tartufo e i fritti tipici della cucina marchigiana.

Queste e tante altre le pietanze servite nei locali di Rossi e Secondini.

Oltre ovviamente all’arrosticino, l’emblema della gastronomia abruzzese, espressione della semplicità e della genuinità della regione che negli ultimi anni ha conquistato un po’ tutto il mondo, milanesi compresi.

“I coperti totali sono circa una quarantina in tutti i ristoranti – precisa lo stesso Rossi – . La media di quelli occupati dai clienti provenienti da ogni parte della città può ovviamente variare in base alle giornate e ai periodi dell’anno, ma nel weekend le presenze s’intensificano, proprio a testimonianza del fatto che la nostra cucina così genuina è molto amata e apprezzata anche al nord Italia”.

Ma come è nata l’idea di ricreare piccoli angoli d’Abruzzo nel cuore della capitale dello shopping?

“Giampiero Secondini ha inaugurato Roast Eat una decina di anni fa – racconta – . Io sono entrato in società con lui in un secondo momento e circa 6 anni più tardi ho aperto Rustell proprio con l’intenzione di far conoscere il più possibile ai milanesi tutte quelle bontà che ho imparato ad apprezzare sin da bambino, quando in estate lasciavo Milano per trascorrere le vacanze dai miei nonni, a Cavalletto d’Ocre”.

Un successo, quello dell’imprenditore di origini aquilane e del suo socio, confermato anche dalle recensioni positive dei clienti su TripAdvisor, il portale dedicato a turismo e ristorazione più famoso al mondo, da cui risulta chiaramente che ai milanesi l’arrosticino piace e anche un bel po’.

Ed è anche per questo che, da veri abruzzesi forti e gentili, solo a inizio 2019 i due, in società con altri conterranei, hanno inaugurato in zona Isola, un terzo ristorante: Spiducci, il cui nome riprende non a caso il termine dialettale con cui in origine gli si indicavano i tanto amati quanto imitati spiedini di carne di pecora.

“Spiducci –  conclude Rossi – è nato dall’idea dello stesso Secondini di fondere il meglio dell’esperienza accumulata negli anni nei locali di via Vigevano e via Buonarroti. Un’idea vincente e, a quanto pare, confermata ancora una volta dal fatto che i milanesi sembrano molto apprezzare tutti quei prodotti che mettiamo in tavola solo dopo esserci occupati di reperire di persona ed esclusivamente nella nostra terra d’origine”.