A OFENA ACQUA IRRIGUA A SINGHIOZZO, AZIENDE AGRICOLE PROTESTANO


OFENA – “Inizia proprio bene la stagione irrigua 20022, piena di disservizi con l’acqua che arriva a singhiozzo, cioè a giorni alterni, per il comparto della valle del Tirino”.

La denuncia arriva da Dino Rossi, portavoce dell’Associazione per la cultura rurale (Acr), che già venti giorni fa aveva lanciato l’allarme.

“Stranamente quando avevamo il Consorzio del Tirino, prima che venissimo accorpati a quello di Pratola Peligna, non ci sono mai stati disservizi di questo genere, si irrigava anche di pomeriggio, facendo fare agli acquaioli il doppio turno. Sono stati spesi miliardi di vecchie lire per l’ampliamento delle strutture con invasi artificiali a monte, per avere una pressione omogenea, costante e una disponibilità sul territorio acqua su tutto il territorio”.

“Oggi”, rileva Rossi, “ci ritroviamo con gli invasi vuoti, con una centrale idroelettrica fatiscente e l’acqua a singhiozzo con una stagione estremamente siccitosa ma con le bollette che arrivano alle stelle. A nulla è servito il ricorso alla commissione tributaria al fine di far adeguare il Consorzio con i piani di classifica, in sostanza far pagare il giusto prezzo a chi la utilizza sulle colture di pregio e quelle meno pregiate”.

“Stranamente, questo Consorzio riesce a soddisfare esclusivamente i vigneti e non quelle poche aziende zootecniche rimaste ancora in piedi. Il tributo di bonifica non è, però, un’imposta dovuta a prescindere dal servizio reso, ma un corrispettivo vero e proprio: è cioè la controprestazione, il prezzo per l’utilità ricevuta dal contribuente”.

“In pratica”, spiega Rossi, “nella regione Abruzzo i tributi in particolare della valle del Tirino sono totalmente illegittimi visto che tutti pagano lo stesso canone indipendentemente se l’acqua viene utilizzata o meno senza fare distinzione del ricavato in merito alla coltura. Questa cosa sembra interessare tutta la regione. Adesso però è diventata un vero e proprio salasso senza alcun beneficio per tutte le imprese agricole. Nonostante la situazione attuale non sia più quella degli anni ’30, i Consorzi pretendono di avvalersi ancora della normativa privilegiata risalente a 85 anni fa che consentiva loro di emettere, senza alcun controllo sostanziale, cartelle di pagamento, sulla base di ruoli immediatamente esecutivi”.

“Tale potere era stato, però, limitato dal ministro Calderoli con il provvedimento ‘taglialeggi’. Ciò nonostante, i Consorzi continuano illegittimamente ad emettere cartelle esattoriali non dovute. A 8 sentenze di commissione che hanno già dichiarato che i Consorzi non possono più abusare della loro posizione di favore, se ne è ora aggiunta un’altra ancora, quella della Commissione tributaria provinciale di Cremona. Quest’ultima ha solennemente dichiarato che, a far tempo dal 18 dicembre 2010, i Consorzi non possono più avvalersi del sistema dei ruoli esecutivi, essendo appunto stato abrogato tale loro potere”.

“Sarebbero, dunque, tutte nulle – secondo tale orientamento giurisprudenziale – le cartelle esattoriali dei Consorzi di bonifica, non avendo queste il potere di emettere tali atti. Cosa fanno le associazioni di categoria invece di tutelare gli associati? Per non parlare della la commissione tributaria aquilana miope sentenziando a favore delle cartelle emesse dal Consorzio, qui ci vuole la procura!”, conclude Dino Rossi.

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