A TERAMO RIAPRE IL WHITE WOLF E LA STORIA CONTINUA


TERAMO – C’è una Teramo che non si arrende alla crisi, che non ha paura del domani, che raccoglie un pezzo di storia e lo fa rivivere con convinzione, coraggio e forse un pizzico di follia.

In città è tornato il White Wolf, locale che ha segnato un’epoca e che con i suoi panini ha tirato su intere generazioni. È stato il primo vero pub a Teramo: aperto nel 1983 in via Delfico, a due passi dalla centralissima piazza Martiri della Libertà, ha lavorato per 31 anni ininterrottamente fino al 2014 quando è calato il sipario.

A fondare il locale fu Marcello Di Teodoro, un professionista del settore che in questi anni ha investito molto sul territorio. Ed è lui, oggi, a riportare in vita il White Wolf.

Una scommessa, un’operazione nostalgia, uno slancio di ottimismo in un momento storico particolare. Un po’ di tutto di questo, unito ad una buona dose di coraggio, ha spinto Di Teodoro a rimettersi in gioco con un’attività che è una sua creatura. Ad affiancarlo nella nuova avventura c’è il collega Riccardo Cantoresi col quale ha messo a punto il rilancio del pub per farne un locale al passo coi tempi ed innovativo, ma nel contempo attento alla qualità e alle tradizioni enogastronomiche teramane.

La location è cambiata, ma l’atmosfera è la stessa. Il nuovo White Wolf si trova in via Villa Albula, a Coste Sant’Agostino, vicino all’hotel Michelangelo, in quelli che in passato sono stati gli spazi di un altro storico locale, il James Joyce.

Rinfrescati gli interni ed elaborato il menù con un’attenta selezione di materie prime e birre, le porte si sono aperte – anzi riaperte – nella serata di domenica 18 ottobre.

Sei anni dopo, la storia: “Siamo ripartiti in punta di piedi, a me piace così. L’emozione è tanta, il coraggio pure: fare l’imprenditore però significa avere coraggio e credere in un progetto anche quando il vento non sembra favorevole. Questo momento difficile passerà, ne sono certo. Intanto noi mettiamo in campo la nostra esperienza e la nostra energia per adeguarci ai tempi che stiamo vivendo, scommettendo su un locale che ha fatto la storia in città e che guarda al domani con ottimismo”, dice Di Teodoro a Virtù Quotidiane.

Imprenditore di lungo corso, è un nome ben noto nel mondo della ristorazione. Titolare del ristorante pizzeria La Stazione e del Green Park, ha saputo coniugare innovazione e tradizione nelle sue attività diversificando l’offerta: “Sono tre locali diversi per tipologia di cucina, di location, di servizio: in comune hanno però l’attenzione per la qualità”.

Il White Wolf punta molto sulle materie prime selezionandole fra quelle del territorio: “La carne, ad esempio, è praticamente a chilometro zero: abbiamo scelto l’azienda Sanlorenzo di Sardinara che è una garanzia”, spiega Di Teodoro. I panini, in perfetto stile fast food, uniscono così il gusto del territorio con l’innovazione dei metodi di cottura (la bassa temperatura in primis). E, come in ogni pub che si rispetti, vasta selezione di birre alla spina internazionali.

In quanti vi hanno dato dei “pazzi” per l’avvio di questa avventura in un momento così particolare? “Tutti, praticamente tutti – risponde ridendo – . Ma in realtà non siamo pazzi, siamo solo imprenditori che proprio in un momento così difficile sono orgogliosi di poter investire sul territorio e dare lavoro a tante persone”.

Le restrizioni dettate dal Covid19 possono incidere però negativamente? “In teoria sì, perché per un pub chiudere a mezzanotte significa perdere almeno due ore di lavoro. Però ci adeguiamo e siamo anche attivi col servizio da asporto e a domicilio”, spiega Di Teodoro.

In città la notizia della riapertura dopo sei anni dello storico pub dei teramani è stata accolta con emozione. La stessa che i titolari hanno provato nel rivedere nel locale gli stessi clienti del passato, magari con figli o nipoti al seguito, ma con lo stesso sorriso di chi torna in quella che sente come casa sua. Veronica Marcattili

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