ABRUZZO PROTAGONISTA IN NUOVO “SUPER POLO” AGRARIO ITALIANO


PESCARA – “Un importante tassello nella crescita delle imprese agricole italiane ed abruzzesi e della loro specializzazione tecnica”. Lo dice Coldiretti Abruzzo in riferimento alla costituzione della società Cai (Consorzi agrari d’Italia) fra BF (Bonifiche Ferraresi) e i Consorzi Agrari Adriatico, Emilia, Tirreno e Centro Sud, quest’ultimo con sede a San Giovanni Teatino (Chieti) e presieduto da Domenico Pasetti.

Si tratta nei fatti della sottoscrizione da parte di Bonifiche Ferraresi dell’aumento di capitale di Cai dando vita a un polo riferimento di centinaia di migliaia di aziende diffuse capillarmente su quasi tutto il territorio, tra cui anche l’Abruzzo, a sostegno dello sviluppo e della competitività dell’agricoltura italiana.

“Con il 75% del mercato degli agrofarmaci e il 63% di quello delle sementi nelle mani di sole tre multinazionali a livello mondiale è necessario rafforzare il sistema dei Consorzi Agrari che sono l’unica struttura degli agricoltori italiani in grado di sostenere il potere contrattuale delle imprese agricole – spiega in una nota il presidente del Consorzio Agrario del Centro Sud Domenico Pasetti – la costituzione della holding è un traguardo, importante ed inimmaginabile fino a qualche anno fa, che rende l’Abruzzo più forte”.

“In tal scenario – aggiunge Pasetti – con l’adesione al ‘polo contro lo strapotere delle multinazionali’, il Consorzio agrario del Centro Sud diventa a tutti gli effetti leader territoriale per la commercializzazione di agrofarmaci e delle sementi, ma anche di segmenti come i contratti di filiera e la fornitura di mezzi tecnici”.

In proposito, Coldiretti Abruzzo evidenzia che l’allarme globale provocato dal coronavirus ha fatto emergere una maggior consapevolezza sul valore strategico della filiera del cibo e delle necessarie garanzie di qualità e sicurezza ma ne sta però mettendo a nudo tutte le fragilità.

“È necessario intervenire con un piano nazionale per difendere la sovranità alimentare e non dipendere dall’estero per l’approvvigionamento in un momento di grandi tensioni internazionali – sottolinea Coldiretti – in questa ottica la nascita del ‘polo’ darà nuova linfa energetica a tutto il sistema agricolo di produzione del made in Italy agroalimentare”.

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