ANNALISA ANDREOLI DA NEW YORK AL BLUE NOTE DI MILANO CON ABITO “FIRMATO” GOTTASTIA


L’AQUILA – Dal Master Theater di New York al palco del Blue Note di Milano per portare un messaggio importante: “60.000 vite”, l’ultimo inedito di Annalisa Andreoli, scritto insieme a Salvatore Mineo ed arrangiato da Fabio Garzia, è un brano che parla di vita a volte dura e irrazionale, di errori che non ci rendono necessariamente dei mostri, di perdono.

Sessantamila sono infatti i carcerati attualmente presenti oggi in Italia.

Grazie alla XIII edizione del Festival “New York canta”, che promuove la musica italiana a New York, Annalisa Andreoli si è aggiudicata un posto sul palco del Master Theater di Brooklyn, a causa però delle restrizioni dovute alla pandemia, la serata è stata spostata nel famosissimo Blue Note di Milano.

L’evento, che verrà trasmesso a dicembre su Rai Italia, è stato presentato da Enrico Ruggeri, con ospiti d’eccezione come Fausto Leali, Paolo Vallesi, Sergio Sylvestre, Alessandro Casillo, Maurizio Vandelli; presenti anche Nina Zilli, Alessio Bernabei, Pierdavide Carone.

Per l’occasione Annalisa ha indossato un abito appositamente ideato insieme all’artista aquilano Daniele Gottastia, da lui interamente realizzato a mano. Una sinergia tutta abruzzese dunque, fortemente voluta dalla Andreoli.

“Poter cantare un brano per me così denso di significato, su un palco tanto importante, è quanto di meglio potesse accadermi”, ha detto la cantante. “Il mio unico desiderio è infatti che la canzone arrivi a più persone possibili ma soprattutto che arrivi a loro, che per un motivo o l’altro, si trovano reclusi e lontani dai loro affetti. Questa la ragione per cui sto cercando di organizzare una presentazione ufficiale e dei concerti proprio all’interno delle carceri. L’abito che Daniele Gottastia ha realizzato per me è la trasposizione su tessuto di alcuni disegni che si trovano sui muri delle carceri o sulla pelle dei carcerati, ma non solo. Un gesto simbolico, a voler sottolineare l’importanza del messaggio, affinché possa stare davanti se possibile, anche rispetto a me che sto cantando”.

L’uscita del brano sarà preceduto da quella del relativo “music film”, così chiamato perché si è deciso di mescolare il linguaggio cinematografico con quello del videoclip musicale; Le riprese sono state fatte all’interno del carcere ricostruito delle “Officine del Cinema di Roma”. Una scelta che punta in alto e che vede nel ruolo di attore protagonista l’abruzzese Manuel Amicucci; nel cast anche Roberto Fazioli. La regia e la fotografia sono state curate in via del tutto eccezionale da Claudio Zamarion, nome noto nel mondo del cinema italiano. Le musiche delle parti cinematografiche sono invece a cura di Tatiana Mele (Mapples Production).

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