B&B, ABRUZZO E TRENTINO VERSO IL GEMELLAGGIO


SULMONA – Un progetto ambizioso di gemellaggio quello creato dall’“Associazione Abruzzobnb” condotta da Lucia Simioni e dall’Associazione “B&B di Qualità in Trentino presieduta da Stefania Angeli: attivare una sinergia di valore che vada oltre il confronto e metta in luce il settore dei b&b ancora orfani di normative nazionali.

Un convegno a Sulmona (L’Aquila) sarà vetrina di un percorso comune iniziato a fine primavera e sostenuto da attività di comunicazione anche attraverso i social network sostenuti da blogger e Smart Ambassador d’Abruzzo.

Oltre alle presidenti delle due Associazioni, al convegno interverranno il sindaco e l’assessora al turismo di Sulmona, il consigliere regionale Dino Pepe, il vicepresidente provinciale Associazione Albergatori della provincia di Trento, il presidente Accademia d’Impresa della Camera di Commercio di Trento, la responsabile Area Supporto alla Vendita Trentino Marketing.

Al Palazzo della SS. Annunziata, sabato 25 settembre a partire dalle 10,30, si parlerà di accoglienza nel settore extralberghiero, di promozione dei territori e del valore dei b&b nel panorama dell’ospitalità turistica.

L’occasione è fornita da due Associazioni di categoria di due territori diversi, l’Abruzzo e il Trentino, distanti ma uniti nell’intento di dare voce alle peculiarità di questo settore dell’ospitalità extralberghiera e creare sinergie territoriali al fine di estendere e intensificare la promozione turistica.

In Italia esistono 30.000 b&b che danno lavoro a 45.000 persone: la maggior parte si trova al Nord (50,9%), al Centro il 27,1%, mentre quelli del Sud e Isole sono il 22%, come ha censito nel 2020 bed-and-breakfast.it. In Abruzzo ne risultano aperti ufficialmente 1450: Aquila ca. 420, Pescara ca 320, Chieti ca 450, Teramo 260.

La disciplina a cui fanno riferimento per l’apertura e il loro funzionamento, è regolata da 19 leggi regionali diverse e due provinciali (Trento e Bolzano) che non dispongono di precise e uniformanti direttive statali.

Le norme regionali sono quindi libere di fissare criteri differenti per l’esercizio delle strutture, dal numero di posti letto (da 6 fino ad un massimo di 20), al numero di camere (in genere 3 ma si può arrivare anche a 6) oltre varie altre caratteristiche, il servizio colazione tanto per citare. Previsto in tutte le regioni, differenti le caratteristiche: ogni regione, infatti, prevede modalità di somministrazione diverse, soprattutto nella manipolazione dei prodotti per lo più tipici, ma non sempre, preparati in struttura o esclusivamente acquistati da fornitori esterni.

Tali diversità in fatto di normativa, disattendono e disorientano le aspettative di un turista sempre più disposto a escludere la formula all inclusive e a scegliere di alloggiare in b&b perché in viaggio ricerca rapporti umani genuini che gli permettano di entrare in contatto con lo stile di vita della terra che lo ospita, soprattutto in quei luoghi dove non esistono strutture alberghiere.

Il fare rete tra le due Associazioni con un legame simbolico quale il gemellaggio, significherà dunque confronto e scambio in fatto di ampliamento di orizzonti delle singole peculiarità nell’approfondimento formativo dell’accoglienza turistica, in merito alle nuove tendenze e le nuove risposte di accoglienza: qual è il nuovo turista? cosa si aspetta da una struttura b&b di qualità il gastronauta, oppure il viaggiatore responsabile o il turista dello spirito?

Nel convegno verranno affrontati dai relatori i temi più pregnanti che accomunano le due Associazioni, decise a intraprendere un primo passo di proficue relazioni già messe in campo dal mese di maggio con un piano di comunicazione condiviso, accolto con interesse dalla stampa territoriale e sostenuto dalla diffusione social anche attraverso il progetto “Travel blogger&Smart ambassador d’Abruzzo” che ha coinvolto alcune strutture abruzzesi e trentine e vedrà nei primi giorni di ottobre l’ultima tappa.

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