BORGHI FANTASMA: LE GRIPPE E LE GRETTE, SULLE TRACCE DELLA VITA PASTORALE ABRUZZESE


GIOIA DEI MARSI – Il camino sembra attendere il ritorno dei padroni di casa, nonostante le incrostazioni, i calcinacci, le immondizie. Sembra pronto a ridare calore alla stanza, a scaldare un paiolo povero di pietanze, forse, ma ricco di tradizione e di affetti familiari. Incurante degli eventi, del tempo, sta lì come un custode silenzioso, è un testimone della storia.

Quel camino si trova a Le Grippe, uno degli insediamenti abitativi che costituivano Casali di Vico, oggi compresi nel comune di Gioia dei Marsi (L’Aquila), alle pendici dei Monti Tricella e Testana e del Colle Biferno, lato est di quello che fu il lago del Fucino.

Le Grippe e Le Grette, oggi, non sono che ruderi cadenti tra gli ulivi, il primo in completo abbandono, il secondo, invece, è interessato da qualche restauro ed è vicino a case che hanno resistito al tempo o di recente costruzione.

Si raggiungono facilmente in auto salendo da Gioia dei Marsi per via Santa Vittoria e via Pietre Bianche, nomi che conservano la memoria di altre frazioni della zona.

Per arrivare a Le Grippe, tuttavia, bisogna percorrere un tratto di carrareccia e poi inoltrarsi a piedi pochi metri lungo il crinale della montagna.

Non essendo veri e propri borghi, tra le loro rovine non sono rintracciabili elementi di pregio architettonico ma solo la semplicità e la praticità della vita rurale: un muro a secco, un architrave in pietra, un finestra diroccata che si affaccia sulla piana, i segni del fumo nei resti di una canna fumaria, le grotte dove ricoverare le bestie; il poco, insomma, che la vegetazione ormai predominante lascia a vista. Ma quel poco però, fino ai primi anni del Novecento, è stato tanto, quel poco, in alcuni casi, è stato tutto.

Il loro valore è il silenzio, è la suggestione di una testimonianza del passato che non ha bisogno alcuno di spiegazioni, di parole. Qui è stato. E tanto basta.

Degli insediamenti delle Grippe, Le Grette, Pietre Bianche, Alto le Tombe, Santa Vittoria, San Veneziano, Casali non abbiamo che sparute informazioni. Esistono probabilmente dall’Alto Medioevo ed è certificata la presenza dei benedettini. La cultura, qui, da sempre è stata pressoché pastorale.

Ma l’aspetto più sorprendente è il legame originario con Aschi Alto, oggi frazione di Ortona dei Marsi. Fino agli inizi del secolo scorso, infatti, Aschi e il comprensorio di Casali d’Aschi erano un unico territorio collegato dal Passo della Forcella, attraverso il quale stagionalmente gli abitanti “transumavano” con il bestiame.

Nei primi anni del 1800 Aschi divenne un comune autonomo e i Casali di Vico presero la denominazione di Casali d’Aschi. Con l’unità d’Italia, tuttavia, vennero entrambi annessi al Ortona dei Marsi, pur conservando un bilancio autonomo e uffici amministrativi.

In seguito al prosciugamento del lago (1878) e al terremoto del 1915, il territorio subì ancor più drastici mutamenti. Il primo evento contribuì a rendere più popolati i Casali per via della vicinanza ai nuovi terreni disponibili, il secondo decimò la popolazione e stravolse gli assetti sociali. Così, data la distanza e la difficoltà a raggiungere Ortona dei Marsi, il 21 aprile 1948 gli abitanti di Casali d’Aschi ottennero di essere aggregati al comune di Gioia dei Marsi, che dall’originale posizione di Gioia Vecchio era stato delocalizzato in zona Manaforno, dove oggi è situato.

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