CARO GASOLIO, ALLEVATORE ABRUZZESE MINACCIA DI MARCIARE CON LE MUCCHE SU ROMA


OFENA – “Siamo pronti ad aprire i cancelli alle mucche, visto che negli ultimi tempi anche gli animali fanno parte della Costituzione italiana con la modifica dell’art. 9, votata ad unanimità da parte della politica spicciola italiana, quindi hanno anche loro il diritto come gli umani di manifestare, in quanto gli allevatori italiani non sono in grado di garantire la sopravvivenza dei loro animali per il prossimo inverno, dovuto al caro gasolio e alla siccità”.

Dino Rossi, instancabile combattente a difesa delle ragioni di allevatori e agricoltori, portavoce dell’Associazione per la cultura rurale (Acr), minaccia di portare mille mucche davanti a Montecitorio.

“Il gasolio agricolo in Italia costa 1,60 euro al litro, quattro volte in più di un litro di latte e tanto quanto un litro di vino sfuso in cantina”, rileva in una nota. “Con il caro gasolio, si rischia di avere i terreni incolti, gli allevamenti chiusi e verranno a mancare sulla tavola degli italiani un sacco di prodotti, anche per l’effetto guerra”.

“È da far presente che si sta iniziando la trebbiatura e si rischia che il grano – quel poco lasciato dai cinghiali – arrivi a costare 100 euro al quintale, dovuto anche alla scarsa produzione, ma la mietitrebbia consuma sempre uguale. La bonifica in Abruzzo costa tantissimo, si parla di oltre 150 euro per ettaro, ma la nostra regione e il governo invece di aiutare l’agricoltura finanzia le associazioni ambientaliste che bivaccano sui bacini dei consorzi di bonifica”.

“Molti allevatori e agricoltori hanno espresso la volontà di marciare su Roma, visto la latitanza delle organizzazioni agricole le quali dormono sugli allori. Non è possibile pagare il gasolio alla pompa più di 2 euro e quello agricolo 1,60 per recuperare i soldi per l’acquisto di un vaccino inutile e dannoso o magari per erogare il reddito di cittadinanza con conseguenze disastrose sull’economia, visto che non si trova la manovalanza per l’agricoltura, perché sono in tanti a percepire il reddito di cittadinanza”.

“Siamo pronti a partire con mille mucche, da Ofena, Pescasseroli e altri paesi limitrofi”, annuncia Rossi, “percorrendo le strade interne fino ad arrivare a Montecitorio, perché noi non possiamo garantire la sopravvivenza di questi animali con questi costi gestionali. Visto che gli animali sono in Costituzione ed hanno parità di diritto come gli umani a manifestare, le prescrizioni le potete inviare alle mucche al fine di evitare incidenti stradali o evitare di smerdare troppo Roma”.

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