CASTELLO DI OCRE, UNA GIORNATA DI “ARCHEOLOGIA PUBBLICA” CON COMUNE, PROPRIETÀ, UNIVERSITÀ E GIOVANI


OCRE – Domenica 23 maggio, presso il Castello di Ocre, si è svolta una giornata di “archeologia pubblica” che ha avuto come protagonisti, insieme al professor Alfonso Forgione dell’Università dell’Aquila, al sindaco Gianmatteo Riocci e alla famiglia Nardis, proprietaria del borgo fortificato, una dozzina di giovani ocrensi nell’opera di pulitura e messa in sicurezza di una parte dell’area esterna alle mura difensive, quella dove negli anni passati si sono concentrati gli scavi archeologici.

L’obiettivo di questa prima giornata, organizzata di comune accordo tra l’amministrazione e la proprietà, rendere fruibile lo spazio più antico del villaggio normanno con l’auspicio di poter coinvolgere in futuro anche la Soprintendenza ai beni culturali dell’Aquila, titolare della tutela del Castello, e procedere poi alla pianificazione congiunta di un progetto di valorizzazione della zona degli scavi.

Si tratta certo di un primo passo a fronte dell’immane lavoro che prevedrebbe il recupero dell’intero borgo fortificato, quantificabile in decine di milioni di euro anche solo per la semplice messa in sicurezza del mura difensive, ma che segna comunque già due ottimi risultati: da un lato la definizione di un percorso collaborativo tra il Comune di Ocre, la famiglia Nardis e l’Università dell’Aquila, dall’altro la partecipazione e l’entusiasmo di tanti giovani desiderosi di poter dare il loro contributo nella promozione del territorio.

Il Castello di Ocre, dopo le campagne di scavi dell’Università e un progetto di recupero tentato dall’architetto Leonardo Nardis nei primi anni del 2000, ha subito ingenti danni con il terremoto dell’Aquila che ha reso pericoloso anche il semplice accesso. Oggi, invece, questa nuova compartecipazione tra pubblico e privato potrebbe aprire la via a una strategia di rilancio capace sia di attirare i fondi necessari al restauro sia di rendere già fruibile l’area – al netto dei punti pericolosi – con l’installazione di un’area di visita e di punto panoramico e la realizzazione di sentieri escursionistici.

Il cammino che attende i protagonisti e la comunità tutta di Ocre è lungo e difficile ma, come sottolineano Riocci e Nardis, “procedendo per gradi si potranno certamente riuscire a ottenere dei piccoli risultati anche in tempi brevi”.

E rinfrancati dalla disponibilità dell’amministrazione, anche i giovani ocrensi si sentono parte di questo processo, certi che il loro contributo possa davvero fare la differenza per garantire continuità a un così difficile progetto, come attesta la presenza di Mattia Riocci, collaboratore civico incaricato dal Comune a seguire le fasi del recupero del Castello.

Del resto il valore del borgo fortificato di Ocre è troppo importante per essere ancora lasciato preda del tempo e dell’incuria, poiché “rappresenta un unicum nel suo genere”, come dice Alfonso Forgione. “Essendo interamente delimitato da mura, dà il vantaggio e l’opportunità – unica in Italia – di riscoprire per intero la struttura di un villaggio normanno, con tanto di zone artigianali e residenziali, attività produttive, stalle e magazzini, e ricostruire così uno spaccato di vita del dodicesimo secolo.”

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