CENTO STENDARDI IN GIRO PER LA CITTÀ, L’AQUILA RIPARTE DAI QUARTI


L’AQUILA – L’Aquila riparte dalle sue radici e dalla storia dei suoi quarti fondatori (Santa Giusta, Santa Maria Paganica, San Pietro a Coppito, San Marciano) nel progetto “L’Aquila città dei quarti”, nato dall’idea dell’associazione Città di persone che convoglia residenti, commercianti e liberi professionisti del centro storico e del gruppo civico Jemo ‘Nnanzi, nato subito dopo il sisma del 2009, che da anni si impegna con azioni concrete per rinsaldare il senso di appartenenza e di unità dei cittadini aquilani.

Un’azione divulgativa sulla fondazione della città con la realizzazione di 100 stendardi che saranno affissi in centro storico, ognuno nel proprio quarto di appartenenza, locandine e pieghevoli a disposizione di turisti e cittadini.

Il progetto, patrocinato dal Comune, è stato presentato stamattina nella sede comunale di palazzo Fibbioni dal presidente di Città di persone Roberta Gargano, dal portavoce del gruppo Jemo ‘Nnanzi Cesare Ianni e dal vice sindaco Raffaele Daniele.

“L’obiettivo del progetto è proprio quello di raccontare la storia della città attraverso i quarti – ha spiegato la Gargano – . L’Aquila è una città di fondazione in cui i castelli hanno portato il loro cuore per far nascere un luogo unitario. Ed è questo che vogliamo fare senza presunzione, né superbia: dopo la ricostruzione materiale, ora vogliamo pensare a ricostruire il cuore di questa città che è andata avanti dopo il terremoto. Vogliamo far conoscere ai turisti e anche ai quei cittadini che ancora non la conoscono le radici di questa città e la sua suddivisione in quarti, con l’affissione di cento stendardi sui palazzi del centro storico e la diffusione di brochure e locandine che ne raccontano la storia”.

Alla conferenza stampa hanno partecipato anche Ugo Mastropietro, vice presidente di L’Aquila città di persone che insieme ad altri commercianti e al main sponsor Osteria da Giogione ha sostenuto il progetto, e Sandro Zecca del gruppo Jemo ‘Nnanzi.

Daniele ha rimarcato “l’importanza della spinta dal basso che è il vero motore della ricostruzione immateriale della città”.

“È lì che scatta la molla che consente a una città di diventare comunità – ha detto – . Ci sono le associazioni che portano avanti una serie di iniziative intelligenti, pensate, colte che aiutano a far tornare il senso di comunità. Per tutte le iniziative del Comune loro ci sono ed è la cosa più bella. Noi siamo lieti di accogliere questo progetto che peraltro era anche nel nostro programma di mandato. È una cosa a cui noi crediamo veramente, pensiamo che sia questa la direzione giusta ed è importante che venga dal basso e cioè che i cittadini facciano capire qual è la direzione”.

“Quale migliore coalizione per un progetto del genere fatta di commercianti, professionisti, cittadini che hanno creduto nel centro storico – ha precisato Ianni – . Il progetto è importantissimo perché va oltre, che punta a generare attenzione e passione durante tutto l’anno. Pensate ad esempio alle contrade di Siena che vivono tutto l’anno del loro concetto di contrada. Magari i giovani figli di questa città godranno di una cultura che sarà diventata cogente e condivisa. Ogni quarto potrebbe fare la sua festa, ad esempio. È un progetto che trova la sua bellezza nel momento in cui si celebra questa tradizione della Perdonanza, ma è anche un qualcosa che va oltre. Il nostro messaggio è stato immediatamente recepito da Città di persone che ci aiutato a concretizzare il progetto. Non si è mai vista la città, fino ad oggi, vestita di questi simboli e noi siamo felici di poter iniziare questo percorso che, speriamo, possa cementificare una cultura profonda nel futuro”. (m. gal.)

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