CERASUOLO D’ABRUZZO VINO DI TENDENZA CONQUISTA I PALATI E LE BOLLICINE SI FANNO STRADA


L’AQUILA – Il Cerasuolo d’Abruzzo è senza dubbio il vino di “tendenza” del momento. Una conferma per gli addetti ai lavori e una grande scoperta per i novelli buongustai in numero sempre crescente, il nettare delle uve Montepulciano, dal colore rosso ciliegia o “cerascia” in dialetto abruzzese, eletto talvolta impropriamente a vino rosato dai calici meno esperti, varca anche i confini regionali viste le sue caratteristiche organolettiche che lo rendono il compagno ideale di tante pietanze.

Ne è convinto anche Davide Acerra, responsabile per Abruzzo e Molise di Slow Wine 2018, la prestigiosa guida di Slow Food presentata sabato scorso a Montecatini Terme (Pistoia), che segnala la bellezza di 58 aziende vinicole abruzzesi, per il quale un’altra tendenza sul nascere riguarda le bollicine abruzzesi. Una nicchia di mercato ancora marginale ma che sembra registrare segni di crescita sia per lo spumante che per lo charmat a basi autoctone.

“Il Cerasuolo d’Abruzzo, rispetto ad altri rosati italiani, ha una caratteristica importantissima che lo distingue – spiega Acerra a Virtù Quotidiane – è un vino capace di coniugare la freschezza del frutto con una struttura che si abbina bene alla gran parte dei piatti, non solo quelli della cucina abruzzese. Una duttilità che lo rende un vino unico”.

Nella guida Slow Wine 2018 hanno ottenuto il simbolo di Vino Slow, riconoscimento di qualità eccellente che riesce a condensare nel bicchiere caratteri legati al territorio e all’ambiente, il Cerasuolo d’Abruzzo Superiore Le Cince 2016 di De Fermo (Loreto Aprutino) e il Cerasuolo d’Abruzzo Piè delle Vigne 2015 di Cataldi Madonna (Villa Santa Lucia degli Abruzzi).

Al Cerasuolo d’Abruzzo 2016 di Tiberio (Cugnoli) e al Cerasuolo d’Abruzzo Le Vigne 2016 di Faraone (Giulianova) è andato il premio di Vino Quotidiano, che sta per bottiglia eccellente nel rapporto tra qualità e prezzo.

“Una tendenza che si accentua di anno in anno. Abbiamo voluto dare un gran bel segnale che trova corrispondenza anche nel mercato – aggiunge Acerra – Il mercato infatti dimostra un largo interesse verso il Cerasuolo d’Abruzzo”.

“Quello che raccontiamo ogni anno, al di là del riconoscimento, è l’azienda vinicola nella sua totalità, dal produttore all’approccio che ha verso la viticoltura, la sensibilità nei confronti dell’ambiente e del territorio”, tiene a precisare il responsabile della guida per le due regioni del centro Italia, “l’Abruzzo è un territorio ricco di sfaccettature e in continua evoluzione. Accanto ai grandi nomi, alle grandi cooperative si fanno più strada piccole realtà che producono vini identitari”.

La novità in questo senso è la piccola azienda Cingilia di Cugnoli (Pescara) che, al suo primo ingresso in guida, ha avuto il riconoscimento Slow Wine di Vino Quotidiano per il Pecorino.

“Anche se il Pecorino ha sdoganato i vini bianchi abruzzesi oltre i confini regionali e nazionali, ci sono anche quest’anno grandi espressioni, tutte premiate in guida, rimane un vitigno – ammette Acerra – per il quale si potrebbe fare di più”.

Tra quelli a bacca bianca, nella categoria Grandi Vini della guida, ci sono l’Abruzzo Pecorino Colle Civetta 2015 di Pasetti (Francavilla al Mare) e il Trebbiano d’Abruzzo di Mare 2016 di Fratelli Barba (Pineto). Premiati come Vini Slow il Trebbiano d’Abruzzo 2013 di Valentini (Loreto Aprutino) e il Trebbiano d’Abruzzo in Petra 2016 di Chiusa Grande (Nocciano).

Svetta il Montepulciano d’Abruzzo, che “quest’anno ha dimostrato un grande valore. Paradossalmente, nelle ultime edizioni della guida – rileva – abbiamo raccontato di più i vini bianchi, una regione rossista come l’Abruzzo invece esprime il suo meglio con le uve Montepulciano. Dalla lavorazione in anfora, acciaio, legno e cemento, la materia prima è eccellente”.

Quattro i Vini Slow in guida, Montepulciano d’Abruzzo 2012 di Praesidium (Prezza), Montepulciano d’Abruzzo Anfora 2016 di Cirelli (Atri), Montepulciano d’Abruzzo 2014 di Emidio Pepe (Torano Nuovo), Montepulciano d’Abruzzo Vigneto di Sant’Eusanio 2015 di Valle Reale (Popoli) e Rosso Cancelli di Rabasco (Pianella).

Due i Grandi Vini: Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane Colle Trà 2013 di Strappelli (Torano Nuovo) e Montepulciano d’Abruzzo Riserva 2013 di Sciarr-D’Alesio (Città Sant’Angelo).

Tre quelli premiati per rapporto qualità prezzo (Vini quotidiani), Montepulciano d’Abruzzo 2015 di La Valentina (Spoltore), Montepulciano d’Abruzzo Ottobre Rosso 2016 di Tenuta I Fauri (Chieti), Montepulciano d’Abruzzo Riparosso 2016 di Illuminati (Controguerra).

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