“CHIUDERE LE SCUOLE, RIAPRIRE LA CACCIA”: CINGHIALAI MANIFESTANO DAVANTI LA REGIONE


L’AQUILA – Una manifestazione davanti Palazzo dell’Emiciclo, sede del Consiglio regionale dell’Abruzzo all’Aquila, per chiedere di chiudere le scuole e riaprire la caccia.

L’hanno indetta i capisquadra cinghialai per mercoledì prossimo, 25 novembre.

“Saremo circa 80 caposquadra di cacciatori e agricoltori coi cani al seguito da ogni parte dell’Abruzzo nel rispetto del protocollo Covid19 per chiedere a gran voce la chiusura delle scuole e la riapertura della caccia”, spiega in una nota il portavoce Dino Rossi. “A noi cacciatori sta a cuore la salute dei bambini e la tutela dell’automobilista, con la chiusura della caccia il proliferare della fauna cinghiale aumenterebbe, tanto è vero che sono stati avvistati nei pressi nel giardino della chiesa di Collemaggio”.

“La caccia con i cani è l’unica attività venatoria in grado di contenere il numero dei cinghiali e la chiusura della caccia in questo periodo più propizio per il prelievo significherebbe un attacco all’agricoltura” aggiunge, “in quanto a primavera avremmo un a vera e propria invasione. Inoltre, si è riscontrata qualche infezione da peste suina e il sovrannumero favorisce il contagio nei branchi di cinghiali”.

“Ad inasprire gli animi dei cacciatori è stata la nota della dirigente della Regione Elena Sico, che autorizza il controllo con la polizia provinciale, come se gli agenti fossero immuni al virus, facendo restare a casa i cacciatori che tra l’altro hanno pagato le varie concessioni”.

“Facciamo presente che le restrizioni fatte dal Governo e dalla Regione Abruzzo sembrano essere più politiche che scientifiche, visto le chiusure assurde di alcune attività come ad esempio i bar e ristoranti mentre le tabaccherie restano aperte, oppure i parrucchieri chiusi ma gli estetisti chiusi, per non parlare della possibilità di spostarsi in bici e con il monopattino”.

“È da far notare che l’attività venatoria non è in grado di veicolare alcun tipo di infezione perché si svolge all’aperto, il contagio avviene dove c’è la concentrazione di persone al chiuso, metropolitane, treni, bus, supermercati super affollati che spesso non rispettano il dpcm, scuole, uffici e i nostri ospedali che difficilmente posso osservare il protocollo per la carenza di personale e di strutture”, conclude Rossi.

Sostieni Virtù Quotidiane

Puoi sostenere l'informazione indipendente del nostro giornale donando un contributo libero.
Cliccando su "Donazione" sosterrai gli articoli, gli approfondimenti e le inchieste dei giornalisti e delle giornaliste di Virtù Quotidiane, aiutandoci a raccontare tutti i giorni il territorio e le persone che lo abitano.


Articolo soggetto a copyright, ogni riproduzione è vietata © 2020