COMÈ, IL PANINO VIRTUOSO: A GAGLIANO ATERNO STREET FOOD CON “J’ENTREMÈ” SULL’APECAR


GAGLIANO ATERNO – Apre a Gagliano Aterno (L’Aquila), in Valle Subequana (tra le valli con più alto tasso di decremento demografico in Abruzzo), un’apecar che sfornerà panini virtuosi radicati al territorio. Il suo nome è “Comè. Il panino virtuoso”. Verrà inaugurata il primo giugno e sarà presente in paese tutte le settimane dal venerdì alla domenica.

Tra vini locali, birre artigianali, fritti e panini molto ricercati, a farla da padrone ci sarà il panino J’Entremè. Lo J’Entremè è un piatto tipico abruzzese, una pietanza a base di coratella di agnello, sedano, peperoni e aceto che originariamente veniva prodotta dalle clarisse del convento di Santa Chiara di Gagliano Aterno.

Dal 2007 al 2018 – si legge in una nota – il paese ha organizzato e ospitato in continuità una sagra in onore di questa pietanza storica finché il Covid 19 non ha interrotto la tradizione. In queste occasioni, più volte era stata discussa l’idea, in ottica organizzativa, di trasformare il piatto tipico in panino, anche sull’onda dello street food.

Questa idea è stata accantonata fino a che Stefano Sacerdoti, con un gruppo di giovani del posto, dopo tre anni in cui l’appuntamento estivo non si è svolto, ha deciso di organizzarsi e investire su un’apecar in grado di offrire un servizio gastronomico di alto livello con ingredienti a km 0.

Gagliano Aterno, splendido borgo alle pendici del Sirente, è meta di pellegrinaggi e di turismo lento ma la costatazione che fin’ora accumunava turisti e residenti era: “qui abbiamo per dormire ma non per mangiare”.

Negli ultimi anni infatti è notevolmente aumentato il flusso di visitatori, turisti e camminatori che passano in paese, anche per via dei numerosi sentieri che lo attraversano, tra cui quello di San Francesco, che dimorò a Gagliano Aterno nel fantastico castello medievale che sormonta e domina la Valle Subequana.

Gagliano Aterno ad oggi è uno di quei paesi “interni” che con passione, competenze e volontà sta cercando di rialzarsi e rivitalizzarsi. Il decremento demografico, il terremoto ed in ultimo la pandemia hanno duramente colpito le dimensioni socio-economiche eppure, il fermento e le progettualità che negli ultimi mesi stanno attraversando il paese aquilano non sono banali.

Il paese subequano è sempre più un cantiere di sperimentazione di futuro a cielo aperto: non solo edile, in quanto sono appena arrivate a caratterizzare lo skyline le gru, ma soprattutto culturale e socio-economico. La ricetta? Un’amministrazione visionaria, una comunità vivace ed un progetto, Montagne in movimento, frutto della convenzione tra comune e Università della valle d’Aosta che permette a giovani ricercatori e studenti di diverse università italiane di studiare in paese con approcci applicati, contribuendo così alla rigenerazione ed al processo di neopopolamento.

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