COME PROMUOVERE UN LUOGO, WALTER NANNI DÀ “LEZIONE” AI SINDACI DEI BORGHI PIÙ BELLI D’ITALIA


CARAMANICO TERME – “Bisogna cercare di utilizzare la tecnica cinematografica per raccontare un luogo, perché il cinema è la più grande forma di comunicazione e ci ha insegnato una tecnica che possiamo applicare anche a filmati brevi, e attraverso la quale riusciamo veramente a emozionare le persone, a portarle dentro al borgo. E poi dobbiamo cercare di fissare una sola immagine di quel posto, cioè iconizzarla, rendendo quel posto riconoscibile attraverso le immagini. Le persone che visiteranno il borgo vedranno anche tutto il resto e magari si appassioneranno ancora di più. Ma dal punto di vista della comunicazione è importante fermare un’immagine e portarla avanti, soprattutto usando la qualità”.

Per capire quanto le parole di Walter Nanni (nella foto), regista e sceneggiatore, non siano scontate nonostante l’apparenza, è importante ascoltare le reazioni della platea di sindaci che sono rimasti incollati ad ascoltarlo nella masterclass che ha tenuto in occasione del Festival nazionale dei Borghi più belli d’Italia, nei giorni scorsi a Caramanico Terme (Pescara). Alcuni di loro si guardano in faccia esclamando: “Sta dicendo il contrario di quello che facciamo ogni giorno!”.

Ecco, forse c’è bisogno di ripartire dalla formazione e capire l’importanza di affidarsi a professionisti.

Ma le regole dei social di cui tutti sembriamo vittima, vanno assecondate o no? “Dipende”, spiega Nanni, “se noi ragioniamo come chi la comunicazione la subisce o chi tenta di crearla. Se ragioniamo solo da un punto di vista dell’uomo della strada che vede un filmato non raggiungiamo veramente il nostro obiettivo. In realtà se studiamo e applichiamo quella tecnica ai filmati, e facciamo filmati di qualità con determinate regole, non è vero che non abbiamo spazio sui social. È un falso mito! Questo lo dice chi non ha né voglia né pazienza per imparare e cercare di inventare una nuova comunicazione”.

“I borghi hanno fatto una cosa straordinaria”, rileva poi il regista, “negli ultimi vent’anni hanno proprio iconizzato l’immagine dell’Italia, dei nostri paesi. E quindi all’estero adesso, quando vedono l’immagine dei nostri paesi, riconoscono subito l’Italia. Questo lavoro straordinario l’ha portato avanti proprio Borghi più belli d’Italia, soprattutto attraverso le fotografie. Certo adesso entriamo in un mondo che è il video, più elaborato da un punto di vista tecnico ma i concetti sono gli stessi”.

“Le regole? Sono quelle del cinema classico, da manuale”, fa osservare Nanni, “carrellate lente, sapendo alternare bene le immagini anche nel montaggio, campi larghi, campi medi, primi piani. Con un po’ di studio e un po’ di voglia di fare prodotti di qualità si può fare”.

Alla domanda su come si difenda la professionalità di registi e filmaker, Nanni non ha dubbi: “Prima ancora che affidarsi a professionisti”, dice, “bisogna ‘educare’ gli amministratori pubblici. Perché giustamente non conoscono la comunicazione, non è il loro campo, non possiamo neanche pretendere che sappiamo tutto. Prima di tutto allora bisogna dare loro delle indicazioni, tracciare la strada che devono percorrere, poi fatto questo gli amministratori hanno anche più elementi per poter scegliere il miglior collaboratore. Noi non facciamo i giornalisti, loro raccontano la notizia, vanno nell’immediato, noi abbiamo bisogno di tempo per realizzare le cose, perché dobbiamo fare un prodotto che lo vedi tra 10 anni e funziona ancora”.

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