DEHORS, L’ESPERTO AI RISTORATORI: OCCHIO AGLI AMPLIAMENTI DELLE SUPERFICI


ROMA – Dallo scorso 6 dicembre l’accesso a bar e ristoranti al chiuso, richiede il super green pass, riservato a chi è vaccinato o guarito dal Covid. In questo contesto l’utilizzo di spazi ulteriori rispetto a quello in cui viene svolta l’attività di bar/ristorante, quali verande, tettoie, pergotende, può costituire per gli operatori della somministrazione l’opportunità di garantire un maggior numero di coperti nel rispetto delle norme sul distanziamento

Ma sul piano normativo quali titoli vengono richiesti per la realizzazione di tali strutture?

Secondo pacifica giurisprudenza, – rileva Alessandro Klun, autore di diversi testi sul diritto della ristorazione, e che durante il lockdown ha pubblicato No show e recesso dalla prenotazione ristorativa – ogni intervento edilizio rappresenta nuova costruzione (che, come tale, richiede il preventivo rilascio di un titolo abilitativo) se, per conformazione e spazio che va ad occupare, comporta consistenti modificazioni urbanistiche ed edilizie.

Così, in applicazione di tale principio generale, la realizzazione di una veranda funzionale ad un’attività di bar/ristorante costituisce, per proprie caratteristiche, manufatto che delimita in maniera fissa un determinato spazio, aumentando la superficie e il volume di tale attività: per tale motivo, non essendo mera pertinenza, richiede un autonomo titolo abilitativo (permesso a costruire).

Analogo discorso può essere effettuato per una struttura in ferro di grandi dimensioni, delimitata sui lati e con copertura in telo, adiacente e destinata al servizio di un’attività di somministrazione se idonea ad ampliarne la superficie.

Diverso il caso della cosiddetta pergotenda, ossia della tenda con supporto – fa osservare Klun – leggera e di immediata rimozione, la cui funzione è quella di protezione dal calore, vento e precipitazioni: trattandosi di mera pertinenza, che non comporta un mutamento d’uso, di superficie o volume, rientra negli interventi di edilizia libera, che non richiedono autonomi titoli abilitativi.

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