DICIASSETTE NUOVI PRODUTTORI DI ZAFFERANO DELL’AQUILA DOP, SI PUNTA A CRESCERE


L’AQUILA – Tornare alla tradizione della coltivazione dello zafferano, l’oro rosso del territorio aquilano, soprattutto attraverso i giovani. È l’obiettivo del 4° corso gratuito “Coltiva lo zafferano”, organizzato all’Agenzia per lo sviluppo, azienda speciale della Camera di commercio dell’Aquila.

A presentarlo stamattina nella sede dell’Agenzia, la direttrice Francesca Bocchi, il docente dell’Istituto professionale per l’agricoltura “Colecchi” Giampiero Negrini, e il presidente del Consorzio dello zafferano dell’Aquila Dop Massimiliano D’Innocenzo.

Sono 75 a oggi i produttori nei 13 comuni compresi nel disciplinare Dop (L’Aquila, Poggio Picenze, Barisciano, Navelli, San Pio delle Camere, Caporciano, Prata D’Ansidonia, San Demetrio Ne’ Vestini, Villa Sant’Angelo, Tione degli Abruzzi, Fagnano Alto, Fontecchio e Molina) e nel 2018 sono state 17 le nuove iscrizioni.

Negli ultimi anni, tuttavia, come ha spiegato D’Innocenzo, la produzione è diminuita per varie cause attribuibili anche al mancato ricambio generazionale, ai danni causati dalla fauna selvatica e agli attacchi ai bulbi di particolari parassiti.

“Il segreto della coltivazione dello zafferano non è un unico grande produttore che arrivi a risollevare la produzione, ma tanti piccoli produttori, soprattutto giovani – ha precisato – . È per questi ultimi un’opportunità anche abbastanza redditizia che può dare un valido aiuto al reddito in una situazione di lavoro che manca nel nostro territorio”.

Il corso è rivolto a chi intenda avviare un nuovo impianto, trasformazione, confezionamento e relativa commercializzazione dello zafferano, in particolare nei 13 comuni ricadenti nel territorio dello zafferano dell’Aquila Dop, come ha spiegato la Bocchi: “Il corso prevede un modulo teorico a giugno (12 ore totali suddivise in 3 giornate), presso le aule dell’Agenzia in via degli Opifici 1 a Bazzano, e un modulo pratico nelle aziende agricole del territorio nelle fasi dell’impianto, raccolta, essiccazione e confezionamento del prodotto (10 ore suddivise in una giornata in agosto, e una in ottobre)”.

Per iscriversi al corso non ci sono limiti di età.

“Abbiamo avuto quasi un centinaio di corsisti nelle passate edizioni – ha detto il professor Negrini – . Segno evidente che il prodotto che attira attenzione. Un’attenzione quanto mai necessaria, perché lo zafferano è un prodotto che identifica il nostro territorio e abbiamo bisogno di persone, soprattutto di giovani che prendano il testimone degli anziani che lasciano”. (red.)