EMANUELA TROTTA, LA FOOD STYLIST PELIGNA CHE RENDE IL CIBO PIÙ BELLO MA SOLO DOPO AVERLO CUCINATO


RAIANO – “Cibo da mangiare anche con gli occhi”: potrebbe essere proprio questa l’esclamazione che descrive e sintetizza al meglio una delle professioni del settore gastronomico, forse meno conosciute, in grado di rendere ogni pietanza non solo buona ma anche bella.

Si chiamano food stylist, letteralmente gli stilisti e le stiliste del cibo, ovvero coloro che per conto di agenzie pubblicitarie, riviste specializzate e aziende, si occupano di fotografare un prodotto per renderlo desiderabile e accattivante attraverso un obiettivo, esaltandone forme e contorni, creando set e suggestioni stilistiche per restituire allo sguardo la squisita tentazione dell’assaggio.

Il cibo è parte del nostro quotidiano, non solo bisogno fisiologico ma insuperabile piacere per il palato e i sensi, qualcosa da scoprire e assaggiare, da leggere, da guardare, da studiare anche.

Ne abbiamo parlato con una professionista che ha scelto di fare questo mestiere seguendo una inclinazione innata verso il mondo del cibo, della cucina e delle tradizioni, l’abruzzese Emanuela Trotta, freelance, food writer, food stylist e food photographer per Donna Moderna Magazine.

La differenza tra lei e il tradizionale approccio professionale al lavoro della mise en place sta nel piacere di cucinare i suoi soggetti, prima ancora di fotografarli, un valore aggiunto che rende ogni lavoro più autentico, più vissuto.

“La mia passione nasce in cucina, luogo che ho sempre amato, in particolare per quel che rappresenta, il passato, i ricordi, le tradizioni. Il mio punto di partenza è rappresentato dalla cucina di casa, della famiglia, delle mie nonne, oltre a qualcosa di ancora più ampio che racchiude la passione per l’ambiente domestico, per tutti gli accessori e gli oggetti che lo rappresentano. Così un giorno mi sono chiesta: perché non immortalare ciò che amo e farne un lavoro?” rivela a Virtù Quotidiane Emanuela, originaria di Raiano (L’Aquila).

Generalmente ogni professionista sul set fotografico mette in pratica tutte quelle tecniche che contribuiscono a rendere fotogenico un cibo, dal petto di pollo che non si cuoce ma si dipinge con l’aerografo, al tonno che si bagna con una soluzione salina per poi spennellarlo con l’olio, fino all’installazione di luci artificiali e lampade particolari.

Il risultato è senza dubbio di altissimo valore professionale e ottico ma i lavori di Emanuela si fondano anche sulla preparazione delle stesse pietanze che fotografa e sulla luce rigorosamente naturale, quella del sole che entra dalla finestra di buon mattino oppure al tramonto, quando l’atmosfera è ancora più calda.

Un studio fotografico-cucina il suo, un set naturale che va dai fornelli allo studio, dalla tovaglia di fiandra al cestino di vimini, cornici essenziali del cibo, protagonista dello scatto e dell’immaginazione gustativa, sempre “a caccia della luce naturale – spiega – che non altera i colori e la naturalezza dell’alimento”.

“Molto dipende dal committente e non c’è una regola ben precisa di lavoro, ognuno ha la sua. Ad ispirare le mie creazioni possono essere a volte utensili ai quali abbinare un piatto e viceversa. Da un cestino di vimini può nascere l’idea di preparare dei panini, da una casseruola il suo contenuto, solo per fare qualche esempio”.

“Sono diversi anni che faccio questo lavoro, esperienze che mi hanno consentito di interfacciarmi con diverse realtà. Ho collaborato per diverse riviste, oltre a Donna Moderna Magazine, anche per quelle del gruppo Alice e poi il giornale Facile con gusto” racconta Emanuela che in passato ha curato anche un suo blog, paneburroealici.blogspot.com, “un sito che non aggiorno da diverso tempo a causa degli impegni professionali”.

“Per me essere food stylist significa condividere queste evocazioni personali con gli altri e cercare di suscitare quello stesso sentimento che anima la mia vocazione. Una passione che coltivo da sempre, leggevo riviste specializzate di cucina anche durante i viaggi in treno per andare all’università”, ricorda la food stylist che successivamente si è avvicinata al mondo della fotografia grazie al marito Sante, impiegato in passato presso uno studio fotografico.

“Sfogliare ogni pagina e immedesimarsi nel calore domestico, caldo, rassicurante, è quello che io cerco di suscitare negli altri con le mie fotografie”.

ALCUNE SUE FOTO

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