FESTA IN ALTA QUOTA PER IL NUOVO BIVACCO FUSCO SULLA MAJELLA


SULMONA – Emozioni e sorrisi in alta quota per 200 escursionisti che hanno preso parte all’inaugurazione del nuovo Bivacco “Carlo Fusco” realizzato nell’Anfiteatro delle Murelle a 2.455 metri di altezza, nel territorio di Pennapiedimonte (Chieti).

Il taglio del nastro è arrivato in uno dei luoghi simbolo del territorio del Parco nazionale della Majella con sede operativa a Sulmona (L’Aquila).

Lo storico bivacco era stato realizzato nel 1975 dalla sezione Cai di Chieti, da un un’intuizione del dr. Carlo Fusco, medico del nosocomio teatino, con il lavoro di un giovane Eugenio Di Marzio, oggi presidente della stessa sezione e consigliere del Cai centrale.

La sua sostituzione, sempre ad opera della stessa sezione con il supporto e la collaborazione dell’Ente Parco, ha visto impegnati altri professionisti del Cai, in particolare l’architetto Marcello Borrone della Commissione Rifugi ed Opere Alpine, punto di riferimento per l’ospitalità in alta quota con i progetti di ristrutturazione di molti rifugi dell’Appennino.

L’escursione, inizialmente prevista per la domenica precedente e poi rimandata per avverse condizioni meteo, era stata preceduta dalla festa della sezione del Cai di Chieti presso il Rifugio Pomilio, alla presenza anche del presidente generale del Cai, l’avvocato Vincenzo Torti.

All’escursione inaugurale i tecnici del Cai, del Parco e i carabinieri forestali hanno prestato assistenza tecnica e logistica i numerosi partecipanti, installando dei punti di osservazione faunistica e rispondendo alle numerose richieste di informazioni sull’area protetta.

All’apertura ufficiale del bivacco sono intervenuti il presidente della Sezione Cai di Chieti, Eugenio Di Marzio, il presidente del Cai regionale Gaetano Falcone, il direttore del Parco Luciano Di Martino, il comandante del Reparto Carabinieri Majella Livia Mattei, i fabbri Dante e Massimiliano Santoferrara (che hanno fisicamente realizzato il bivacco) e Roberta Fusco, figlia del compianto Carlo.

Per il direttore dell’Ente Parco, Luciano Di Martino, “la rete dei sentieri e dei rifugi, inteso come insieme degli interventi sul territorio, materiali ed immateriali, è da considerarsi un bene pubblico, da custodire e conservare, ed è con questa visione, che il Parco nazionale della Majella opera a tutela della propria diversità biologica e culturale e allo sviluppo e affermazione di turismo sostenibile e consapevole”. (fed.ci.)

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