FIOCCANO LE DISDETTE PER IL CENONE DI CAPODANNO, LE “REGOLE” DI BUON SENSO

cenone capodanno

ROMA – La risalita dei contagi, la variante Omicron, le quarantene e le lunghe attese davanti alle farmacie per i tamponi stanno caratterizzando questi ultimi giorni dell’anno. L’effetto che tale situazione sta producendo sul comparto somministrazione è quello di una vera e propria pioggia di disdette per i cenoni di Capodanno, già quantificate dagli operatori in una forbice compresa tra il 25 e il 40% delle prenotazioni saltate.

Ora, ferme le legittime preoccupazioni per la situazione sanitaria, va ricordato – rileva Alessandro Klun, autore di diversi testi sul diritto della ristorazione, e che durante il lockdown ha pubblicato No show e recesso dalla prenotazione ristorativa – che la disdetta della prenotazione è comunque sinonimo di cortesia e correttezza che non dovrebbe mai mancare per non aggiungere il danno alla beffa.

Su un piano più strettamente giuridico si può sostenere in linea generale che la prenotazione di un tavolo non produce alcun vincolo per il cliente visto che, in quel momento, nessun contratto ristorativo si è perfezionato con il titolare del locale.

Ne consegue che l’assenza del cliente (in inglese no show) non è soggetta a sanzione.

Va fatto salvo il caso in cui l’obbligo del ristoratore di mettere a disposizione del cliente un tavolo per una certa ora e numero di ospiti sia a titolo oneroso.

Tale ipotesi – sostiene Klun – ricorre quando al momento della prenotazione, anche a distanza, ossia via telefono o internet, le parti hanno concordato espressamente e anticipatamente che la mancata o tardiva disdetta determina l’addebito di una penale, che deve risultare da apposita clausola accettata e firmata dal cliente.

Pertanto, se l’applicazione di una penale nel caso di disdetta non viene espressamente concordata tra le parti al momento della prenotazione, il cliente che rimane silente e che non si presenta non dovrà corrispondere alcunché al ristoratore.

In conclusione, in una situazione di generale sconforto per il settore che, come si può intuire, auspicava una fine 2021 differente da quella precedente, rimane il fatto che soltanto un cliente, comprensibilmente allarmato ma al contempo animato da buon senso e rispettoso del lavoro altrui, sarà indotto a telefonare o inviare un’e-mail per avvisare che non potrà mantenere l’impegno preso.

 

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