GRUPPO BARRETT, L’AVVENTURA DEI FRATELLI GIULIANI INNAMORATI DI BUSSI SUL TIRINO


BUSSI SUL TIRINO – Una formazione manageriale in tutt’altro settore, l’amore per il territorio che, forte delle sue bellezze naturali, anno dopo anno è divenuto sempre più attrattivo turisticamente. Il risultato è un’avventura di successo, cominciata da un piccolo bar di paese e divenuta oggi una realtà imprenditoriale variegata, dove l’accoglienza la fa da padrona.

La storia del gruppo Barrett comincia a Bussi sul Tirino (Pescara) intorno al 2003 con i fratelli Dino, oggi 42enne e Marco Giuliani, 39 anni.

“Circa 18 anni fa abbiamo aperto un piccolo bar di paese, il classico all’italiana con slot e gioco – racconta Marco a Virtù Quotidiane -, il Barrett, prendendo spunto dal soprannome di mio fratello, appassionato dei Pink Floyd. Poi siamo riusciti a separare il gioco dal food and beverage e abbiamo aperto una piccola agenzia di scommesse che si chiama Barrett Play. Volevamo scindere i due ambiti. Abbiamo creato una cucina nella terrazza panoramica, al secondo piano della nostra attività dalla quale è nato il Barrett Food, un piccolo bistrot affacciato sul fiume Tirino”.

Parallelamente allo sviluppo crescente del fiume Tirino, si amplia anche il gruppo Barrett. “Negli ultimi 20 anni le zone interne e i piccoli paesi vivono un grande spopolamento. Bussi oggi rappresenta un modello di sviluppo al contrario, esploso grazie anche al grande lavoro fatto dall’assessore al Turismo Fabio Setta, da Majellando, associazione che si occupa di promozione del territorio, dal motoclub Lo Sherpa e da altre realtà che operano nei paesi limitrofi, come Capestrano e Navelli – analizza – . È sempre più attrattiva e registra anche mille presenze al giorno. Noi abbiamo voluto e vogliamo essere partecipi e artefici di questa crescita”.

Marco decide di dirottare gli studi da manager per la sanità fatti alla Bocconi, sulla sua realtà imprenditoriale. Applicando le teorie di gestione è riuscito a mettere in piedi un gruppo che è oggi un richiamo per ogni parte d’Abruzzo.

“Ci siamo trovati in una fase di carenza di lavoro, con poco spazio per i giovani – dice Giuliani – e ho deciso di applicare il principio secondo cui ‘non è il prodotto a fare la differenza, ma l’organizzazione manageriale’. L’importante è la gestione che c’è dietro. Orientando le teorie manageriali sulla ristorazione di un piccolo paese, siamo riusciti a creare un’attività da quasi 20 dipendenti”.

In piena pandemia, nel febbraio 2020, arriva il terzo tassello del gruppo Barrett. Il ristorante Lo Zio Barrett. “Ogni anno facciamo corsi per formare il nostro personale, di cucina, sala e di inglese. L’idea è di prendere giovani del posto e puntare su di loro. E poi la differenza la fanno le materie prime. Siamo in una valle fatta di vini, formaggi e tanti prodotti eccellenti. Ci stiamo aprendo anche a realtà italiane e internazionali. È un modello che piace”.

“In questi anni siamo cresciuti. Siamo partiti 17 anni fa con il Barrett caffè. Con il bistrot, ci siamo evoluti e da ragazzi siamo diventati zii, con il ristorante – ironizza Marco -. Chissà che in futuro non diventeremo ‘nonni’”.

Per informazioni e contatti si possono seguire i locali sui social o in rete (www.loziobarrett.com, Loziobarrett_braceria su instagram, www.barrettfood.com, Barrettfood su instagram).

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