I CASTELLI DI FONDAZIONE DELL’AQUILA: ALLA SCOPERTA DEL CASTRUM DI PISCIGNOLA


ANTRODOCO – Tra la settantina di castelli e di fortilizi, al di là della leggenda dei 99, che concorsero nel 1254 alla fondazione della città dell’Aquila partecipò, non è chiaro in quale misura, anche il castrum di Piscignola.

Il castello, situato sull’omonimo altopiano ai piedi dei monti Torrecane e Nuria, è compreso tra i territori di Rocca di Corno e Rocca di Fondi, nel comune di Antrodoco, e l’altopiano del Lago di Rascino, dunque in provincia reatina.

La struttura è seriamente compromessa: l’abbandono e la vegetazione che vi è nata all’interno hanno causato diversi crolli. Degli antichi fasti non resta che una sola stanza integra, oggi usata da allevatori della zona come rimessa per le bestie.

Il suo fascino però, nonostante il declino probabilmente risalente al XV secolo, è integro e basta una passeggiata di poco più di un’ora per averne prova.

Il castello di Piscignola è infatti raggiungibile attraverso una comoda carrareccia partendo da Rocca di Corno. Alle porte del paese, s’imbocca via Antonio Castrucci e, oltrepassato il passaggio a livello dove s’incontra subito un cartello con la segnaletica del Comprensorio del Monte Nuria, non resta che seguire la strada.

Superato il valico oltre il Colle delle Pozzette, dopo poche curve, ecco che ci si apre davanti l’altopiano dominato dal rudere.

Il castello apparteneva alla nobile famiglia aquilana dei de Nardis.

Il suo nome viene da piscina che in latino significa “vivaio per i pesci”, come testimoniava anche uno stemma lapideo purtroppo trafugato.

Nei dintorni nasce una sorgente stagionale, alimento per il Fosso di Corno, che forse un tempo dava vita a un piccolo stagno, ma oggi disseta solo cavalli e mucche.

Piscignola può essere il punto d’arrivo di una facile passeggiata alla scoperta delle antiche origini dell’Aquila, come la tappa intermedia per raggiungere il Monte Nuria o per compiere il bell’anello che porta al piccolo Lago di Cornino e poi giù di ritorno a Sella di Corno.

Può essere un valido percorso per escursioni in mountain bike, come per un leggero off road in fuoristrada. Ad attendervi ci sarà l’incanto antico di un luogo perduto, che non attende altro, però, che essere riscoperto. Alessandro Chiappanuvoli

Per le fonti si ringrazia Sara Chiaranzelli e il suo blog http://naturagrezza.blogspot.com/