I SAPORI DI SICILIA ARRIVANO A PESCARA CON “AMUNÌ”


PESCARA – Il bianco e il nero dominanti si scaldano con il color oro dei lampadari e di alcuni inserti negli arredi. Sparse qui e là, le tipiche Teste di Moro di Caltagirone (Catania) anticipano il racconto tutto siciliano che esplode nei sapori tipici dell’isola.

A Pescara, in zona Comune, ha aperto il ristorante siciliano Amunì, che in dialetto catanese è “andiamo” in una esortazione a provare le specialità siciliane. Dietro il progetto ci sono Salvatore Paratore, 38 anni e sua moglie Clara Scarvalieri 34enne, arrivati a Pescara da Adrano (piccolo paese nella provincia di Catania, noto per la produzione di pistacchio) proprio con l’obiettivo di aprire un loro locale.

Lui proveniente dal mondo dei fiori e lei dall’estetica, qualche anno fa hanno deciso di cambiare radicalmente percorso. “Avevamo l’idea di aprire un locale tutto nostro di specialità siciliane in una città fuori dalla nostra regione – confessa Salvatore a Virtù Quotidiane –. Abbiamo valutato e alla fine abbiamo scelto Pescara, sia per non trasferirci troppo al nord, ma anche perché qui c’è un buon clima, è una città tranquilla e alla mano”. Negli ultimi due anni Salvatore e Clara sono stati legati a un altro ristorante siciliano di Pescara, ma dallo scorso 10 ottobre hanno dato il via alla loro personalissima avventura.

Ogni materia prima arriva direttamente dalla Sicilia, a cominciare dai pistacchi e dalle mandorle. Quest’ultime vengono raffinate direttamente nel locale per produrre latte di mandorla, pasta di mandorla e le mitiche granite.

Amunì è un locale per tutte le ore, che conta su una zona ristorante da 32 coperti e una della pasticceria da più di 50 posti a sedere. Si comincia dalla colazione con una pasticceria abbondantissima, ricca di cannoli, cassate, iris (dolcezze fritte da riempire con creme di ogni gusto), brioches, tutto fatto dalle mani di Salvatore, che da alcuni anni si è impegnato per formarsi ed essere pronto alla sua avventura.

A pranzo, la scelta è tra un menù di primi, secondi o insalate, e la rosticceria nella quale trionfano arancini, cartocciate (un tipo di calzoni tutto siciliano). A cena, il menù si sviluppa tra primi, carni e invitantissimi hamburger. In questo caso il tutto è affidato allo chef Fabio, anche lui siciliano.

“Ho firmato per prendere il locale in affitto – racconta Salvatore – tre giorni prima che iniziasse il lockdown. Per un attimo ci siamo scoraggiati, ma alla fine siamo andati avanti”.

Dai primissimi giorni di apertura, Amunì ha subito conquistato una platea importante, registrando numeri ottimi in ogni momento della giornata. “La risposta è stata eccellente – commenta con orgoglio -. La gente apprezza il locale così come i prodotti, ma anche la nostra simpatia”.

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