IL FAGIOLO BIANCO DI FRATTURA ALLA CORTE DEL GAMBERO ROSSO


SCANNO – Sono rimasti poco più che una trentina di abitanti, meno dei quali depositari della tradizionale coltivazione del fagiolo bianco di Frattura Vecchia, frazione di Scanno (L’Aquila).

A loro la rivista Gambero Rosso ha dedicato uno speciale a firma di Michela Becchi per sottolineare le proprietà dell’ortaggio che sta ricoprendo un certo successo anche nei giovani del posto.

“Nel tempo”, si legge nel pezzo che ancora una volta sottolinea le qualità del tipico prodotto di Frattura, “anche i ragazzi di Scanno si sono incuriositi e hanno deciso di prendere parte al progetto”.

Il riferimento è al progetto di cui Virtù Quotidiane ha approfonditamente parlato.

“Con le loro famiglie hanno preso un orto dismesso”, continua l’articolo, “e lo hanno riportato in vita, creando un terreno di fagioli grande quanto un campo di calcio. Fino a poco tempo fa quegli appezzamenti erano abbandonati, oggi gli orti sono saturi, non c’è praticamente più spazio a Frattura Vecchia. Per questo si è iniziato a coltivare anche nelle zone vicine, aree dimenticate lasciate in pasto a rovi ed erbe infestanti, che oggi tornano a splendere”.

“Ma non solo: le persone più anziane hanno cominciato a liberare alcune porzioni di terrazzamenti, lasciando così campo libero alle coltivazione. E ripristinando il paesaggio storico, la memoria del luogo, ridando una dimensione spazio-temporale a un borgo che sembrava destinato a scomparire. E che invece resiste, si evolve, riparte. Anche grazie al cibo”, prosegue il Gambero.

“Insomma, il fagiolo di pane come viene anche chiamato il particolare prodotto di frattura, simbolo della forza della biodiversità è entrato anche nell’Arca del Gusto di Slow Food. Gli stessi che consigliano di cucinarlo con le sagne, la particolare pasta di acqua, farina e uova della tradizione abruzzese o in insalata, ma per i più esigenti, si potrebbe anche pensare a consumarlo in entrambi i piatti, magari il primo in inverno quando fa più freddo e il secondo, più fresco, in estate”. (fed.cif.)